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Aspettando il pettine

Sta succedendo un discreto casino in Venezuela. Il casus belli è l’ennesimo gesto prepotente e illiberale del presidente Chávez, che stavolta ha pensato bene di spegnere il segnale di alcuni canali televisivi poco allineati alla propaganda di regime, compresa la televisione più antica del paese, Rctv, rea di non aver trasmesso gli ultimi due discorsi del presidente. Rctv era già da qualche anno costretta a trasmettere soltanto via cavo, dato che nel 2007 Chávez ne aveva fatto oscurare il segnale analogico. A questa ennesima stretta repressiva sono seguite alcune manifestazioni di protesta da parte degli studenti universitari e non sono mancati i disordini: ieri un ragazzo di 15 anni è stato ucciso durante gli scontri. Nel frattempo due ministri hanno dato le dimissioni: quello della giustizia e quello ministro dell’ambiente, rispettivamente marito e moglie. A settembre si vota per le elezioni legislative, in condizioni tutto meno che ideali per una competizione con pretese di democraticità. Ma di cose ne possono succedere: la crisi ha reso evidente che l’ideologia e il populismo non bastano per rendere fruttuoso un sistema economico antiquato e cervellotico, che si regge(va) in piedi esclusivamente grazie alle somme ricavate dalla vendita del petrolio e oggi è vicino al collasso. Consigliato l’editoriale di oggi del País:

La reciente purga televisiva de Chávez, resumida en su frase “aquí hay unos burguesitos que quieren retar al Gobierno”, hay que encuadrarla en la huida hacia adelante de un presidente a la baja y con la vista puesta en las elecciones legislativas de septiembre. Venezuela ha dejado de ser el firmante de cheques con muchos ceros con cargo a la subida incesante del petróleo. La demagogia chavista, útil en tiempos de bonanza, se aplica ahora a un país en recesión, con una inflación que puede alcanzar el 40% y un desabastecimiento que llega a la energía eléctrica. Caracas ha recibido 2010 con un decreto que devalúa el bolívar en un 50% e instituye una doble tasa de cambio que en el pasado fue fuente de corrupción. Sobre este escenario, Chávez opera con controles de precios, cierres de comercios por centenares y amenazas de expropiación. Todo un recetario antidemocrático.

links for 2010-01-12

  • "Appena qualcuno ha rivolto a Renata Polverini una domanda che a Ballarò non le hanno mai fatto («È vero che il tesseramento dell’Ugl è gonfiato?»), lei ha risposto come mai s’era sentito fare né da un candidato nuovista né da un sindacalista: «Non intendo rispondere a queste domande nell’interesse dei lavoratori italiani, dovrei dire cose che non posso rivelare». Alla faccia della trasparenza, ci si nasconde perfino dietro l’interesse dei lavoratori per giustificare una pratica che immaginiamo quali frutti darebbe, se applicata alla Regione Lazio. […] La puntata di oggi dell’inchiesta di Europa si basa sulla denuncia di altre confederazioni – comprese Cisl e Uil – rispetto al tesseramento Ugl. L’abbiamo chiamata «soluzione dieci per cento»: dieci iscritti veri diventano cento negli elenchi del sindacato “modernizzato” dalla Polverini. E così si spalancano, a danno di altri più rappresentativi, le porte dei consigli d’amministrazione di Cnel, Inps, Inpdap…"
  • "But the Senate, as it now operates, really has become unconstitutional: as we saw during the recent health care debacle, a 60-vote majority is required to overcome a filibuster and pass any contested bill. The founders, though, were dead set against supermajorities as a general rule, and the ever-present filibuster threat has made the Senate a more extreme check on the popular will than they ever intended". (grazie a Federico)
  • Claudio Caprara lascia Red e ne approfitta per raccontare un pezzo molto interessante e poco conosciuto della storia recente della televisione italiana.
  • "Every Sunday, the president says something bombastic on his show. One week he could be predicting war with Colombia, the next he's promising to control the weather. Then it gets written up by the wire services as a "Venezuela plans to…" story, whether or not there's any evidence that Chavez will actually follow up on his pronouncements. Then it gets picked up on blogs like this one and others that follow international affairs and will likely make the front page of the Drudge by the afternoon. […] These are countries that seem to punch above their weight in global influence. Some do so with innovative economic models or nuclear weapons programs, Venezuela has Hugo Chavez's big mouth. As long as he's talking, his country is in the news. […] With media stunts like his four-day talkathon, topics designed to infurate his Yanqui adversaries, and a keen sense of timing, the president always seems to stay on top of the news cycle, whether or not he's actually doing anything".

Perle ai porci

Chávez ha deciso di cambiare nome al Salto Angel, la cascata di Up, che poi sarebbe la più grande cascata del mondo. Il motivo? Prende il nome di colui che per primo la trovò, Jimmy Angel, che era americano.

Dove si vota a dicembre

Il turno elettorale più importante di questo mese è certamente quello di domenica in Cile. Si è già votato in Bolivia, nelle Comore, in Romania e in Moldavia, dove prosegue la crisi istituzionale di cui avevo scritto nei mesi scorsi. Si deve ancora votare – oltre che in Cile – anche in Abkhazia, in Dominica, in Uzbekistan e in Croazia.

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links for 2009-12-01

  • "Whether we like it or not, the politics (and economics) of oil means we are probably stuck with Chávez for some time to come. But for Hugo Chávez the oil card must not be a license to threaten neighbors with war and destabilizing the region. The Obama administration needs to remind him of that fact".

links for 2009-11-13

  • Cose che è sempre bene fare nel modo corretto
  • "Venezuelan dictator Hugo Chavez has long been a source of regional instability. Now he is at it again, threatening his Colombian neighbors with war. This past weekend, after ordering thousands of Venezuelan troops to the Columbian border, Chavez gave a nationally televised broadcast in which he told the nation, “Let’s not lose a day in fulfilling our main mission: to prepare for war.” Such bluster is nothing new for Chavez, and tensions with Columbia have been running particularly high in recent years".
  • "La storia raccontata nel film L'uomo che fissa le capre, sugli schermi dei cinema in questi giorni, è talmente demenziale e assurda che molti penseranno che si tratti di un parto dell'allegra fantasia di George Clooney. Ma in realtà il film si basa su una storia vera, e non c'è di che star tranquilli".