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Internazionale

Da Ferrara/3

Il web sta uccidendo i giornali e il giornalismo? Andiamo verso una società in cui ognuno è un giornalisma dilettante ma nessuno è un giornalista professionista? E’ internet il principale responsabile della crisi che ha colpito il mondo del giornalismo tradizionale nell’ultimo anno? Il giornalista e commentatore statunitense Steven Berlin Johnson non scende nel dettaglio […]

United colors of Germany

È entrata nel vivo la campagna elettorale in Germania, dove il 27 settembre saranno eletti i membri del Bundestag. In mancanza di una maggioranza chiara da parte del centrodestra o del centrosinistra, negli ultimi quattro anni il paese è stato governato dalla cosiddetta Grande coalizione, composta dai cristianodemocratici della Cdu e dai socialdemocratici della Spd. […]

Che cos’è il caso Acorn

Nelle ultime settimane negli Stati Uniti si è parlato a lungo del cosiddetto “caso Acorn”, attorno al quale si sono intrecciate diverse discussioni sui comportamenti e le trasformazioni delle organizzazioni senza fini di lucro, della politica e del giornalismo. L’Acorn, Association of community organizations for reform now, è un’organizzazione senza fini di lucro che difende […]

Il numero magico

Come racconta il New York Times, il “numero magico” per approvare la riforma sanitaria e portare la legge sulla scrivania del presidente Obama è sessanta. “La presentazione di un progetto di legge unitario impegna i democratici del senato in una sfida matematica: tenere compatti tutti i 59 democratici e strappare almeno un voto ai repubblicani”.

Il Vietnam del Vietnam

Non è un buon periodo se vivi in Vietnam e sei un blogger, racconta l’Economist di questa settimana. Nelle scorse settimane due blogger molto noti e un giornalista sono stati arrestati dalla polizia, a seguito del loro tentativo di stampare delle magliette con slogan critici nei confronti della Cina, il principale partner commerciale del paese.

Fuochino

Secondo il New York Times, “l’intelligence americana è convinta che l’Iran abbia prodotto abbastanza combustibile nucleare da rendere possibile, per quanto rischiosa, la creazione di un’arma nucleare. Un altro rapporto indirizzato alla Casa Bianca sostiene addirittura che l’Iran abbia deliberatamente deciso di fermarsi pochi stadi prima della costruzione della bomba”.