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L’assessore Gallera ha sentito sui social

Mentre la pazienza delle persone comincia a venir meno – e un comprensibile nervosismo collettivo si salda alle nostre note pulsioni poliziesche, grazie anche all’immancabile collaborazione dei media – l’assessore regionale lombardo Giulio Gallera lunedì ha commentato gli ultimi dati facendo questa valutazione sul fatto che fossero, parole sue, “non soddisfacenti”.

“Ho sentito anche sui social la giusta rabbia di qualcuno che dice: a Milano c’è ancora troppa gente che si muove. Avete perfettamente ragione. […] Noi siamo consapevoli di quello che sta succedendo, richiamiamo tutti a stare in casa e rispettare le regole, ma come dicono tanti cittadini c’è ancora troppa gente, e questo crea molta esasperazione in chi invece la quarantena la rispetta in maniera corretta, anche a fatica, e quindi vede che rischia di vanificarsi il grande sforzo che si sta facendo”

Ora, delle due l’una.

O l’assessore Gallera è in possesso di informazioni su chi siano le persone che continuano a essere contagiate dopo 37 giorni di quarantena, e sulla base di questi dati è in grado di dirci che non sono persone che vanno a lavorare e in quali settori, o persone costrette a convivere con malati e convalescenti, ma sono invece persone che sono uscite di casa e hanno incontrato altri senza un valido motivo.

Sarebbe molto interessante saperlo, anzi: sarebbe fondamentale, alla luce della necessaria pianificazione di interventi futuri e graduali riaperture. Al momento purtroppo non sappiamo nemmeno se questi dati esistono, mentre sappiamo che la gestione dell’epidemia in Lombardia è stata a esser buoni discutibile, che le persone che infrangono le restrizioni sono pochissime e che in Lombardia al momento non ci sono programmi regionali per proteggere i conviventi dei malati non gravi, tanto che il professor Massimo Galli dice che i focolai oggi sono le case. Non è di gran conforto il fatto che Gallera, dal suo importante pulpito, appoggi le sue considerazioni sulle premesse “ho sentito anche sui social” e “come dicono tanti cittadini”.

Ma appunto, o la spiegazione è questa, e allora Gallera farebbe bene a diffondere questi dati per informare e responsabilizzare tutti, oppure è meglio che sia un po’ più avveduto, che abbia un po’ più di rispetto per i sacrifici e la pazienza dei suoi esasperati elettori chiusi in casa da 37 giorni, e non parli di cose che non conosce.

Aggiornamento: per la cronaca, Milano è la città lombarda in cui ci si sposta di meno. Lo dicono gli stessi dati della regione di cui Gallera è assessore.

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