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The Big Seven

Tra un anno esatto negli Stati Uniti si vota per le elezioni presidenziali – 3 novembre 2020, una data che presto sentiremo ripetere ovunque – e quindi anche per noi è il caso di cominciare a muoversi. Oggi vi racconto di uno dei progetti che vi avevo annunciato lo scorso agosto. Sabato prossimo, sabato 9 novembre, uscirà su Storytel la prima puntata di The Big Seven, un nuovo podcast in sette episodi che si concluderà quindi alla fine dell’anno, giusto in tempo per ripartire poi con Da Costa a Costa. Prodotto da Piano P, ovviamente. E di cosa parla The Big Seven?

Mettiamola così. La nostra storia, la storia dell’umanità, è un susseguirsi infinito di grandi cambiamenti politici, sociali, scientifici, culturali, tecnologici: tantissimi movimenti collettivi inizialmente impercettibili che guadagnano forza progressivamente finché non si parano davanti ai nostri occhi e ci mostrano – a volte anche con una certa durezza – che qualcosa è cambiato. In bene o in male, spesso in tutti e due i modi insieme. Ce ne sono continuamente, ovunque. Tutti noi nel nostro piccolo siamo attori di questi cambiamenti, con i nostri comportamenti, con le nostre abitudini, con le nostre scelte e con i nostri consumi, con quello che facciamo e come lo facciamo: ma alcune persone lo sono più di altri, e per questo li ricordiamo. Ora: ci sono tre tipi di grandi personaggi. Ci sono persone le cui vite e carriere straordinarie sono rese possibili da grandi cambiamenti – sociali, culturali, tecnologici, demografici – che sono avvenuti prima di loro: senza quei cambiamenti, le loro vite e carriere straordinarie non sarebbero state possibili. Per fare un esempio: è quello che diremo un giorno della prima presidente donna. Un risultato eccezionale ottenuto grazie a secoli di lotte e battaglie, vittorie e sconfitte. Poi ci sono persone le cui vite e carriere straordinarie vengono ricordate come tali perché hanno innescato il cambiamento, perché ne sono stati attori, perché senza di loro quel grande cambiamento non sarebbe avvenuto. Le storie di queste persone non sono conseguenze, bensì cause: da soli, o quasi, hanno cambiato la realtà. Martin Luther King, per dirne uno.

Poi ci sono persone che non sono semplicemente attori del cambiamento, né sono soltanto delle conseguenze, ma lo incarnano. Ne sono allo stesso tempo protagonisti ed esempi, lo cavalcano e lo rappresentano, e quindi lo portano avanti un altro po’. Sono gli alfieri di questi cambiamenti, gli strumenti, e le loro storie quindi non sono soltanto vicende personali: sono vicende personali e collettive insieme. Nei sette episodi di The Big Seven proverò a stringere l’obiettivo proprio sugli Stati Uniti e raccontarvi le storie di sette persone che in modi molto diversi sono alfieri di alcuni grandi cambiamenti della società americana contemporanea. Strumenti. Cause e conseguenze insieme. Non sono sette personaggi “positivi” ma non sono nemmeno necessariamente “negativi”: l’obiettivo non è dare pagelle né fare una classifica o assegnare dei premi, e nemmeno raccontare semplicemente delle biografie, ma invece provare a capire qualcosa sull’America contemporanea attraverso le storie di alcune persone che incarnano alcuni dei più grandi fenomeni in corso nell’America contemporanea. Che siano cambiamenti positivi o negativi, è un altro discorso e naturalmente dipende dalle vostre idee: ma come vedrete molto spesso sarà difficile attribuire etichette così nette e manichee. Cercheremo di esplorare un po’ la complessità di queste persone, di questi temi e di queste storie, e attraverso di loro esplorare la complessità degli Stati Uniti dei nostri giorni. Non saranno solo personaggi politici, visto che nelle società moderne il cambiamento ha origine in luoghi e contesti molto eterogenei e diversi: ma le loro storie finiranno sempre per intrecciare la politica, com’è ovvio per figure del genere.

Si comincia sabato 9 novembre con il primo episodio, che racconterà il ruolo e la discussa influenza della più grande popstar del pianeta, Beyoncé Knowles-Carter. Per ogni episodio ho dialogato con qualcuno molto più esperto di me: nel primo trovate le parole di Sasha Frere Jones, rispettato giornalista e musicista che è stato per dieci anni il principale critico musicale del New Yorker. Spero vogliate decidere di ascoltarlo. Storytel è una delle principali piattaforme internazionali di audiolibri e podcast, con un catalogo sterminato e ricchissimo di contenuti, in italiano e in inglese: dalla narrativa alla saggistica, dalle ultime novità ai classiconi, dai podcast true crime a quelli sportivi. Se volete, iscrivendovi da questo link potete usufruire di 30 giorni di prova gratuita invece dei canonici 14, oltre i quali – se decidete di restare abbonati – si pagano 9,99 euro al mese. Una volta registrati ovviamente potete ascoltare da subito tutto il catalogo: peraltro ci troverete dentro anche Milano, Europa e la stagione speciale di Da Costa a Costa che ho prodotto l’anno scorso.

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