Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Una vecchia storia sul mio blog, con colpo di scena finale

2006
Avevo 22 anni da compiere e un blog scalcagnato su una piattaforma che oggi non esiste più. Lessi una dichiarazione particolarmente apocalittica contro i PACS di un docente di religione lombardo, sedicente presidente di un’altrettanto sedicente “Associazione Docenti Cattolici”. Per evitare nuove rotture di scatole da qui in poi chiameremo il docente, per l’appunto, “docente”. Feci qualche ricerca su Google e scoprii che non esistevano informazioni o dati su questa “associazione”, se non le dichiarazioni che il suo loquacissimo presidente – il docente – inviava su moltissimi temi e che di tanto in tanto i giornali citavano. Scrissi un post in cui raccontavo la cosa e mi chiedevo se avesse senso che i giornali citassero e dessero spazio a quell’associazione come se fosse una cosa vera.

Nei commenti arrivò il docente, a difendersi con tono particolarmente aggressivo e ad accusarmi di essere un militante dei Radicali (nulla di male ma non lo ero, per la cronaca). Poi arrivò un altro utente – nickname: “bellodimamma” – che usando lo stesso IP del docente me ne disse di tutti i colori e suggerì che fossi interessato alla questione dei PACS perché ero in realtà un omosessuale che nascondeva la sua vera identità (nulla di male ma non lo sono, per la cronaca). Pubblicai un nuovo post in cui facevo notare la curiosa identità di IP tra i commenti del docente e i commenti di “bellodimamma”. Seguì una goffa email di scuse del docente. Finita lì.

2009
Non mi occupai più di quella storia, sebbene il nome del docente saltasse ancora fuori di tanto in tanto sui giornali. Poi nel 2009 il docente torna a farsi vivo, dal nulla, con due email sgrammaticate e squallide. Mi scrive che ha scoperto che ho lavorato con Ivan Scalfarotto e che sono stato a un gay pride, peraltro come moltissimi eterosessuali ogni anno, e quindi “ora capisco il suo livore, il suo odio, e il suo accanimento contro noi docenti cattolici favorevoli al magistero di Benedetto XVI sulla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. La ragione, di nuovo: “Lei è un gay velato e non dichiarato come dimostra la foto al gay pride di roma con delle checche ha messo sul suo sito web […] lei è un farlocco che scappa da Catania per ovvi motivi che non è il caso da esplicitare per essere libero e gaudente a roma”. Segue altra email sconnessa e lunghissima, in cui il docente tra le altre cose sostiene: “lei frequenta gay pride, fa campagne elettorali per gay e quindi ne discende che è gay”, d’altra parte “se io non sono mafioso nn frequento mafiosi. se io non sono drogato non frequento tossici. se io sono laicista e anticlericale nn frequento preti. se io sono di forza nuova non frequento quelli di lotta comunista. il mio è un ragionamento razionale”. L’uomo mi sembra particolarmente ossessionato dall’omosessualità e dal sesso.

Gli rispondo cercando di liquidarlo – d’altra parte cosa gli vuoi dire? – e augurandomi che la questione si chiuda lì, per non perdere altro tempo con una storia che stava diventando fastidiosa. Pochi giorni dopo ricevo un’altra email, dall’oggetto “annuncio querela art. 395 Codice penale comma 3 con ampia facoltà di prova e di una causa civile per danni all’immagine”. Il docente dice di avere incaricato un legale di querelarmi “per articoli gravemente diffamatori che mi perseguitano inspiegabilmente da anni apparsi sul suo blog e mai cancellati. Inoltre, chiedero’, i danni all’immagine con una causa civile ad hoc per almeno 100 mila euro da devolvere alle associazioni delle vittime dei pedofili che stuprano i bambini”. Gli articoli in questione – che non erano affatto diffamatori, ovviamente – erano offline da anni: la piattaforma che ospitava il blog non esisteva più. Mi colpì che ci fosse un riferimento alla pedofilia. Non ricevetti mai alcuna querela né causa civile, non sentii mai più il docente.

2014
Ricevo di nuovo un’email dal docente. Salto sulla sedia. Poi clicco e capisco che è una di quelle email che si inviano da sole quando si clicca un link malevolo: sono all’estero in vacanza, mi hanno rubato tutto, mi mandi dei soldi con Western Union? Toh, penso, chissà su cosa ha cliccato il docente. Mi ero completamente dimenticato di quella vecchia storia, e mi viene allora la curiosità di vedere se quel docente e la sua “associazione” esistono ancora. Cerco il nome del docente su Google e trovo questo.

giannino

(altri articoli e dettagli sulla storia, qui)