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Tutto il Partito Democratico in una sola frase

L’11 aprile del 2013 – sette giorni prima che iniziassero le votazioni del nuovo presidente della Repubblica – avevo scritto questa cosa:

calcioni che negli ultimi giorni Rosy Bindi e Dario Franceschini hanno riservato a Pier Luigi Bersani dimostrano quanto in fretta si possano sbriciolare le alleanze basate sulla reciproca sopravvivenza e non sulle idee: quella con Rosy Bindi fu siglata poco prima del congresso del 2009, a fronte di grandi e rilevanti differenze politiche; quella con Dario Franceschini addirittura poco dopo lo stesso congresso in cui proprio Franceschini era stato di Bersani il principale avversario. Il copione è noto, la strada è battutissima: si sta tutti con il leader che dà più garanzie a tutti, si veda quanto accaduto con Veltroni nel 2007 o con Bersani alle primarie del 2012; quando poi le cose vanno male liberi tutti, in cerca del prossimo salvatore della patria, finché dura. Salvo sorprese – che possono esserci, e passano eventualmente dall’elezione del prossimo presidente della Repubblica – le prossime tappe che il copione prevede sono: aumento quotidiano dei calcioni a Bersani da parte di suoi ex alleati, rabbia e impazienza contro Bersani, indebolimento radicale di Bersani, rimozione o dimissioni di Bersani, immediata beatificazione di Bersani, sostituzione o tentata sostituzione con nuovo salvatore della patria, e poi ricominciare il giro.

Quello che accadde dopo lo sapete: Bersani si dimise, abbandonato e tradito da quelli che lo avevano sostenuto; oggi il segretario del PD è Renzi, anche col sostegno politico di molti che stavano con Bersani (compreso Franceschini, ovviamente). Con Renzi ricomincerà il giro, anche se per il momento siamo ancora alla fase “salvatore della patria” e lui cercherà di allungarla il più possibile. Premetto tutto questo per dire una cosa sola, e cioè che ieri il fenomeno politico di cui sopra ha trovato una sintesi spettacolare durante l’intervista di Pier Luigi Bersani a Che tempo che fa. A domanda diretta sul suo sostegno a Renzi, che naturalmente non ci sarà mai se non formalmente, Bersani ha risposto una cosa tipo: «Sosterrò Renzi ma con le mie idee». Magnifico.