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Ma Seedorf non era “nato pronto”?

Avendo presentato qualche tempo fa Clarence Seedorf come uno “nato pronto”, uno preparatissimo che studiava da mesi per diventare quello che è adesso – l’allenatore del Milan – mi sento un briciolo chiamato in causa da chi se ne vorrebbe già sbarazzare e lo considera addirittura responsabile dell’attuale disastrosa stagione del Milan o anche solo della sconfitta di ieri. E mi fa sorridere, anche se è deprimente, che ci siano tifosi o sedicenti tali convinti che le responsabilità siano dei calciatori – calciatori che possono sicuramente essere inadeguati, ma che sono professionisti ai più alti livelli e certo non giocano male perché viziati o pigri o ben pagati. E questo non solo perché nessun calciatore ha mai la voglia e nemmeno l’interesse economico di fare figuracce, e nemmeno perché certi ceffi sono come una cartina di tornasole: hanno sempre torto. Ma andate a leggere cosa si diceva l’anno scorso di certi calciatori della Roma o dell’Inter. Cosa si diceva di De Rossi o di Castan. Cosa si diceva di Jonathan o di Alvarez. O cosa si diceva di Barzagli nell’anno di Delneri. O cosa si diceva di Davids nell’anno di Tabarez, per fare un esempio che al Milan conoscono bene. Ma soprattutto andate a leggere la formazione del Milan di questa stagione. Andate a vedere che razza di stagione sta facendo il Parma, che ha un allenatore molto sottovalutato, che ieri ha vinto la quinta partita consecutiva in trasferta e a parità di partite giocate ha più punti della Fiorentina. A me pare che le responsabilità del disastro del Milan non siano di Seedorf, che deve ancora dimostrare tutto, né dei calciatori, che salvo pochissime eccezioni fanno questo mestiere con l’ossessione dei risultati, bensì di chi negli anni, errore dopo errore, ha costruito una squadra che banalmente è debole, anziana, incompleta e molto male assortita, e il tutto con il secondo monte ingaggi più alto della Serie A. Sul come trasformare il Milan in una squadra degna di questo nome, quel c’era da dire l’ha detto Gabriele Marcotti su ESPN: Seedorf può restare benissimo dov’è, ma serve che gli cambino parecchie cose intorno.