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Perché Ronaldo ha vinto il Pallone d’Oro

Perché è fortissimo, certo. Ma ciò non toglie che fino a qualche anno fa il Pallone d’Oro lo avrebbe vinto Franck Ribery, che col Bayern Monaco ha ottenuto ogni trofeo possibile. Come sa chi segue il calcio, per la grandissima parte della sua storia il Pallone d’Oro non ha premiato il miglior giocatore bensì il miglior giocatore vincente: il più bravo tra quelli che hanno vinto qualcosa nella stagione precedente. Si spiegano così, tra le altre, le vittorie di Rossi nel 1982, di Matthäus nel 1990, di Sammer nel 1996, di Zidane nel 1998, di Cannavaro nel 2006, di Kaka nel 2007, di Cristiano Ronaldo nel 2008, eccetera. Poi nel 2010 qualcosa è cambiato. L’Inter del triplete ha un solo calciatore nei primi dieci del Pallone d’oro, Drogba vince la Champions League da solo e prende il 2 per cento dei voti, ma soprattutto: dal 2010 a oggi la Spagna ha vinto un Europeo e un Mondiale, ha espresso calciatori formidabili, e questo non è bastato perché uno solo di questi vincesse il Pallone d’oro. Perché nel 2010 il Pallone d’Oro cambia? Perché cambia il sistema di voto, come avevo scritto qualche tempo fa sull’Ultimo Uomo. Non votano più solo i giornalisti, bensì capitani e allenatori di tutte le nazionali del mondo.

Nella giuria del Pallone d’oro uno vale uno. Le scelte delle grandi potenze del calcio mondiale, degli allenatori e dei calciatori migliori in circolazione, delle nazioni dove il calcio ha storicamente maggiore incidenza culturale, pesano esattamente quanto le scelte del dilettante capitano della Nazionale di Montserrat, dell’allenatore delle Isole Cook e del giornalista sportivo di Vanuatu. Non importa qui capire se è giusto o sbagliato, bensì se questo ha delle conseguenze. […] Se una buona parte dei voti decisivi per vincere il Pallone d’oro FIFA arriva da paesi di – come minimo – limitata cultura calcistica e qualità di gioco, di cui nessuno saprebbe citare una sola squadra di club, forse questo sistema favorisce i calciatori che oltre a essere fortissimi sono anche personaggi globali, fenomeni pop: calciatori che sono anche brand internazionali, la cui celebrità e quantità di sponsor sia paragonabile alle star del cinema o della musica.

Se vi interessa la questione, l’articolo ha anche qualche dato sulla distribuzione dei voti nelle tre precedenti edizioni. Detto che Cristiano Ronaldo a me sembra anni luce più forte di Ribery, il punto è che oggi il premio è diventato un’altra cosa: non va più al giocatore che ha vinto di più ma al più bravo e basta, e in questa percezione influisce molto la forza mediatica del singolo personaggio. Per questo Messi e Ronaldo possono vincere il nuovo Pallone d’Oro ma Ribery no e Iniesta forse. Ulteriore dimostrazione di quanto sopra: come ricordava ieri Tancredi Palmeri, se avessero votato soltanto i giornalisti nel 2010 il Pallone d’Oro lo avrebbe vinto Sneijder. E ieri lo avrebbe vinto Ribery. Questa formula ha molti difetti – in realtà non mi capacito del fatto che l’allenatore delle Isole Cook possa votare e io no – ma a me sembra migliore della precedente: come insegnano molti esempi passati, essere un ottimo calciatore in una squadra vincente non ti trasforma automaticamente nel miglior calciatore del mondo.