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E il senatore che litigò con Johnson?

Dopo aver letto l’articolo che ho scritto su Lyndon Johnson, qualcuno mi ha chiesto che fine fece il senatore che si rifiutò di salire in macchina con Johnson, umiliandolo pubblicamente proprio il giorno prima che Johnson diventasse presidente. Rispondo qui, anche perché si tratta di un’ennesima storia notevole nella storia più straordinaria della morte di Kennedy.

Il senatore in questione si chiamava Ralph Yarborough ed era il capo di una corrente di sinistra dei democratici texani. Era uno dei pochi democratici sudisti favorevoli all’allargamento dei diritti civili ai neri e contrari alla segregazione, e quello era il principale motivo della sua polemica con il governatore del Texas, Connally, che Johnson stava infruttuosamente cercando di risolvere in vista delle elezioni (ma altri hanno scritto che quel giorno Yarborough era arrabbiato soprattutto per il ruolo modesto che gli era stato riservato nella visita di Kennedy).

Il giorno dopo l’umiliazione, prima di partire da Fort Worth, Kennedy prese personalmente da parte Yarborough e gli disse che se teneva alla sua amicizia a Dallas sarebbe salito in macchina con Johnson. Yarborough obbedì: quando Lee Oswald sparò a Kennedy e Connally, lui era in macchina con Johnson. Quando la macchina arrivò in ospedale, Yarborough vide quella che poi definirà “la scena più tragica a cui abbia assistito in tutta la mia vita”: Jacqueline Kennedy che tiene fra le mani la testa del presidente e dice “Hanno ammazzato mio marito, hanno ammazzato mio marito”.

Pochi giorni dopo l’insediamento di Johnson, Yarborough lo chiamò: gli disse che avrebbe messo da parte gli screzi di quelle settimane e che lo avrebbe sostenuto. Nei mesi e negli anni a seguire, Yarborough fu un alleato prezioso di Johnson: fu l’unico senatore del sud – l’unico in assoluto, anche tra i democratici – a votare a favore di tutte le leggi sui diritti civili. Restò senatore per un altro mandato – fu riconfermato sconfiggendo George H. W. Bush, che molti anni dopo diventò presidente – e nel 1970 perse le primarie democratiche a favore di un candidato moderato che lo accusava di non rappresentare i desideri e le opinioni del Texas. Negli anni sostenne il bilinguismo inglese-spagnolo in Texas, gli investimenti nell’istruzione pubblica e il sostegno ai veterani. Riprovò a candidarsi al Senato ma perse le primarie per pochissimi voti e lasciò la politica.

Morì nel 1996. In Texas è tuttora molto ben ricordato – di fatto la presenza di Johnson alla Casa Bianca lo rese molto più influente ed efficace – e Wikipedia dice che è considerato un po’ “il santo patrono della sinistra texana”. La sua biografia, pubblicata dall’università del Texas, ha un’introduzione scritta da Ted Kennedy.