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Anomalia chiama anomalia

A fronte di un risultato elettorale che ha messo tre coalizioni praticamente sullo stesso livello, separate da qualche decina di migliaia di voti, è sicuramente un’anomalia che una di queste tre coalizioni ottenga la presidenza della Camera, la presidenza del Senato, la presidenza del Consiglio dei ministri e la presidenza della Repubblica. Su questo c’è poco da discutere: il centrodestra ha ragione. Ma dentro questa vicenda ci sono vent’anni di altre vicende italiane, dal fallimento della Bicamerale in poi. Quello che rende impraticabile l’ipotesi di far scegliere a Berlusconi il nuovo presidente della Repubblica, una strada che in questa situazione sarebbe considerata normale in qualsiasi paese normale, è un’altra anomalia, ben più grande: la stessa che ha reso impossibile riformare la seconda parte della Costituzione adeguandola ai tempi e dando più poteri al capo del governo, la stessa che impedisce di parlare di presidenzialismo, la stessa che ha reso impossibile per i governi Berlusconi mettere mano alla giustizia (che ne avrebbe bisogno). Cioè l’esistenza di un centrodestra francamente, obiettivamente, tecnicamente, internazionalmente, impresentabile. Purtroppo non se ne esce, ed è un gran problema per tutti.