Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Ti piace vincere facile

C’è una cosa a cui penso da giorni e poi non la scrivo perché non riesco a farla stare in un tweet: Giovanni Fontana l’ha messa giù bene in questo suo post. Il punto è: se questo PD alle elezioni avesse stravinto, i Giovani Turchi avrebbero considerato il risultato come una sconfitta per la loro linea? Ne dubito molto. Penso invece che una gran vittoria di Bersani sarebbe stata letta – a ragione, peraltro – come una vittoria del partito legittimamente e radicalmente spostato a sinistra, identitario, impregnato di retorica anti-liberista e tutto quello che sapete, vi piaccia o no, di questo modello di Partito Democratico. Invece questo PD di Pier Luigi Bersani ha straperso: e i Giovani Turchi oggi dicono – e soprattutto fanno capire – che questo conferma la validità della loro linea, che però non sarebbe stata abbastanza perseguita.

Negli ultimi 4-5 anni Bersani ha, legittimamente, allontanato il PD dal liberalismo. C’è stata una battaglia politica e ha vinto quella parte che voleva un partito più socialdemocratico. Più socialista, meno liberale. È una scelta legittima, e non è detto che sia sbagliata. Alle urne ha perso 2 milioni e mezzo di voti, ma la storia è piena di idee sbagliate che hanno raccolto consenso. Hanno ragione loro e hanno torto quelli che non li hanno votati? Può essere.

Ma una cosa è chiara: se il PD avesse preso il 41% (cioè il 7,76% in più rispetto alle ultime politiche), avrebbero detto che quella gigantesca vittoria era merito della svolta socialdemocratica e anti-liberista del PD. Invece hanno preso il 25.42% (cioè il 7,76% in meno rispetto alle ultime politiche), e cosa dicono? Esattamente lo stesso. Che la sconfitta è colpa del non essere stati abbastanza socialdemocratici, dell’alleanza con Monti, dell’austerity, eccetera. Verrebbe da dire Popper e l’infalsificabilità del marxismo, se non fosse troppo facile.