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Cosa si perde la Lega

Anche tenendo da parte le valutazioni sull’uomo e sul suo governo, continuando a sostenere Formigoni in Lombardia secondo me la Lega commette un grave errore. Strategico, diciamo, oltre che politico.

Il miglior scenario possibile in Lombardia, quello che ragionevolmente la Lega a questo punto si augura, è realisticamente questo: tirare avanti fino alla fine della legislatura, nel 2015, sperando che questo eccidio di consiglieri e assessori si fermi qui, che non ci siano altre indagini, altri arresti, altre condanne. Puntare sul rilancio dell’attività di governo mi pare improbabile, per ragioni politiche e anche storiche: stiamo assistendo al fisiologico esaurimento e logoramento di un lunghissimo ciclo di governo. È inevitabile. Questo è il migliore dei casi. Il peggiore dei casi è che ci sia un altro arresto domani. Che le accuse contro chi è già indagato o contro lo stesso Formigoni si aggravino. Che il governo regionale cada tra tre o sei mesi, comunque prima del tempo, e che la Lega rimanga l’ultima a sostenere Formigoni fino alla fine.

Entro due anni in Lombardia si tornerà al voto, in ogni caso. In ogni caso, Formigoni per la prima volta dopo vent’anni non sarà candidato. In ogni caso, comunque vada, si ridisegneranno equilibri elettorali e di potere fin qui piuttosto consolidati. È molto probabile, visto come stanno andando e come rischiano di andare le cose, che essere associati all’ultima fase del governo Formigoni finirà per essere più un peso che un vantaggio in campagna elettorale. La Lega può arrivare a quella campagna elettorale avendo passato gli ultimi anni a sostenere un governo politicamente morto, già in grossi guai e che da un momento all’altro può trovarsi in guai ancora peggiori. Oppure, togliendo adesso il suo sostegno a Formigoni e determinando la fine di un ciclo storico che finirà comunque presto, può arrivarci dicendo di avere detto basta anche a Formigoni, di avere fatto pulizia, di essere tornata la Lega ruspante di una volta, eccetera.

Dice: ma c’è l’accordo col PdL. Formigoni ha detto che se la Lega fa cadere la giunta in Lombardia, il PdL farà cadere le giunte leghiste in Piemonte e Veneto, frutto dello stesso accordo politico. È un bluff. È un bluff così spudorato che la Lega dovrebbe andare a vederlo solo per dare una lezione a chi pensa di fare politica con minacce così rozze. Voglio vedere Angelino Alfano, segretario delegittimato di un partito spappolato, telefonare ai consiglieri regionali del PdL in Piemonte e Veneto, che bene o male stanno facendo il loro lavoro senza grandi problemi politici o giudiziari, e chiedere loro di dimettersi (e voglio sentire le loro risposte). Voglio vedere il PdL, dopo aver perso il Lazio e la Lombardia, decidere deliberatamente di perdere anche il Piemonte e il Veneto. Sarebbe un suicidio politico. Dice: in ogni caso si complicano i rapporti col PdL. Ma esisterà il PdL, non dico tra due anni, ma tra sei mesi? E chi sarà il capo, Alfano, Berlusconi, nessuno?

Io ci ho pensato e non vedo ragioni, né politiche né di opportunità, per cui la Lega non debba togliere il suo sostegno a Formigoni domani. Che cosa mi sto perdendo?