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A chi toglie voti Vendola, e a chi li darà

Riguardo il ruolo che Nichi Vendola potrà giocare in questa campagna per le primarie, e i rapporti di forza che potrà cambiare, io la penso come Stefano Cappellini e Daniele Bellasio. Penso che – soprattutto per l’aria che tira, e anche per il gran lavoro di Renzi nel soffiarla – la maggior parte degli elettori deciderà per chi votare non tanto sulla base chi è più di centro e chi più di sinistra, chi è più liberale e chi più statalista, bensì su chi è più o meno in grado di promettere o incarnare uno strappo rispetto al passato, un rinnovamento radicale. Che piaccia o no: è una constatazione. In questo senso, paradossalmente, Renzi e Vendola finiranno per contendersi più elettori di quelli che si contenderanno Vendola e Bersani. Al primo turno, secondo me, la candidatura di Vendola indebolirà sia Bersani che Renzi, ma più Renzi. Dovessero arrivare entrambi al secondo turno, sarebbe Renzi secondo me a ottenere un’ottima parte dei voti di Vendola. Anche perché è sbagliato sovrapporre i voti di Vendola con quelli di SEL. Alle ultime elezioni in Puglia, Vendola vinse col 48 per cento e SEL ottenne il 9 per cento. I voti di Vendola sono molti di più di quelli di SEL, fortunatamente per lui, e arrivano anche da persone a cui di Marchionne e dei buoni rapporti con la FIOM importa probabilmente molto poco: sono voti di rottura, contro “il sistema” e contro un certo politicismo (vedi l’alleanza con Casini, per esempio). Questa è l’analisi di Cappellini (tutt’altro che un renziano).

Persino l’ipotesi (sciagurata) di primarie a doppio turno – che secondo alcuni strateghi interni dovrebbero favorire Bersani – rischia di tramutarsi in un ulteriore vantaggio per il sindaco di Firenze. Non solo perché gli concede un secondo colpo in canna, ma anche perché è miope la lettura di chi pensa che il voto a Vendola (sempre ammesso che si presenti) si travasi in blocco a Bersani al secondo turno. Certo, questo accadrà con i consensi più militanti, ma Vendola ha il torto di essersi fatto scippare il tema del rinnovamento: tanti che al primo turno potrebbero puntare su di lui per maggiore affinità politica, al secondo sarebbero con Renzi, perché – se il frame decisivo è il rinnovamento – è lui la seconda scelta, non Bersani. Ma ho il sospetto che questo il leader del Pd l’abbia capito benissimo e la sua insistenza affinché il governatore della Puglia si candidi nasca proprio dalla convinzione che, in una certa area d’opinione, Vendola può intercettare voti che altimenti finirebbero a Renzi.