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Occhio che esplode

Guidato dall’improvvisazione e dalla disperazione, nelle ultime settimane abbiamo visto Antonio Di Pietro alzare i toni a dismisura, che non guasta mai, e nel giro di pochi giorni difendere la-foto-di-Vasto, farsi respingere dal PD e da Vendola, stracciare la-foto-di-Vasto, proporre un’alleanza a Beppe Grillo, farsi umiliare da Beppe Grillo, criticare Beppe Grillo, chiedere regole per le primarie, candidarsi alla premiership senza primarie. Niente di tutto questo è stato lontanamente pianificato, definito, come è evidente. È il frenetico ed estemporaneo tentativo di tenersi in vita a forza di sparate e marce indietro, di “polemiche”, ed è un’operazione esattamente speculare a quella che quest’estate per qualche tempo ha fatto Berlusconi, un giorno proponendo l’uscita dall’euro e un giorno candidandosi a premier. È quello che succede ai pesci appena pescati, avete presente? Sanno che non ne avranno per molto, e si dimenano. Riguardo Antonio Di Pietro e l’Italia dei Valori, schiacciati dall’ascesa di Vendola e Grillo, dalla centralità del PD e dalla fine di Berlusconi, lo scenario era prevedibilissimo.