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Una cosa che possiamo imparare dal caso Area C

L’Area C, giusta o sbagliata che fosse, faceva parte del programma di governo di Giuliano Pisapia, che è stato eletto sindaco di Milano con il 55 per cento dei voti. Un mese dopo l’elezione di Pisapia, un referendum consultivo sull’Area C fu vinto dai favorevoli con il 79 per cento dei voti. Insomma, giusta o sbagliata, l’Area C è una misura politicamente legittima, peraltro costruita sul modello di quanto accade in altre città europee e voluta dalla maggioranza dei milanesi. È indiscutibile, insomma, che la sospensione dell’Area C a causa del ricorso di un parcheggio rappresenti un torto clamoroso a danno della maggioranza degli elettori di questa città, e quindi in ultima istanza, nel suo piccolo, un torto alla democrazia. Per questo la sua sospensione suona come una prepotenza egoista, un’ingiustizia: perché è la vittoria dell “diritto” di uno, ammesso che lo sia, sul diritto della maggioranza.

C’è una cosa che, a sinistra, possiamo imparare da questa storia. Sarebbe bello infatti se, almeno qui a Milano, quanto sta succedendo con Area C convinca il pezzo più muscolare della sinistra a estendere queste nozioni di logica elementare alla politica in generale. Se almeno suscitasse un paio di dubbi. Ogni volta che abbiamo tentato di fermare una legge che non ci piaceva con un ricorso, con un cavillo, con una prova di forza, con l’ostruzionismo, abbiamo tentato un’operazione che portava con sé intrinsecamente almeno un pezzo di quell’ingiustizia che oggi abbiamo provato con Area C: il desiderio di contraddire la volontà della maggioranza degli elettori perché quella volontà non ci piaceva. È come la storia del matrimonio gay imposto via Corte Costituzionale. La politica non si fa così, non solo perché non sia giusto ma anche perché non funziona. Ai cambiamenti si arriva costruendo consenso, convincendo la maggioranza degli elettori, e poi realizzandoli. Come era stato fatto con Area C. Non ci sono scorciatoie, e se ci sono, sono del modello “Mediolanum Parking”: la maggioranza delle persone non è d’accordo con me, ma vediamo se trovo un modo di fregarli e vincere lo stesso.