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Occhio con le parole

Ho trovato deludente la dichiarazione del ministro Cancellieri oggi alla Camera, riguardo la storia dei migranti rimpatriati con la bocca chiusa dallo scotch. Sorvoliamo su tutto il triste e sgradevole contesto del rimpatrio forzato e prendiamo per buona la versione delle forze dell’ordine, che è quella fornita dal ministro, anche se sarebbe il caso di ascoltare quella dei tunisini.

Cancellieri dice che l’uso dello scotch da pacchi è stato “del tutto estemporaneo” e volto a “fissare le mascherine ed evitare che i due cittadini algerini […] potessero in qualunque modo rimuoverle”. Sul fatto che l’uso dello scotch fosse “del tutto estemporaneo”, per usare un eufemismo, fortunatamente non avevamo dubbi. Vista la foto, a me pare abbastanza evidente che lo scotch non sia lì a fissare le mascherine bensì a chiudere la bocca, pure con parecchi giri attorno alla testa. Ma la foto non è nitida e posso sbagliarmi.

Il ministro peggiora però le cose qualche secondo dopo, quando dice che l’impiego del nastro adesivo è sbagliato non solo perché non previsto dalle norme ma perché “nei fatti si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo alla dignità della persona”. La coscienza collettiva percepisce come offensivo? Occhio. Occhio con le parole, anche quelle benintenzionate come queste. Primo: ci siamo dati delle leggi e dei principi, nazionali e internazionali, per capire che cosa è offensivo per la dignità della persona. In base a queste, possiamo dire tranquillamente che chiudere la bocca con lo scotch a qualcuno è offensivo verso la sua dignità. È un trattamento degradante e ingiustificato. È. Secondo: se proprio vogliamo tirare in ballo la “percezione della coscienza collettiva”, sarebbe interessante allargare l’estensione del suo giudizio a tutta la storia. Al rimpatrio forzato di due persone disperate al punto da essere disposte a ferirsi e rischiare (almeno) le botte pur di restare in Italia. Terzo: non vogliamo. Non vogliamo tirare in ballo la “percezione della coscienza collettiva” nel giudicare cosa per lo Stato è giusto e cosa per lo Stato è sbagliato, perché sappiamo che un tempo la “coscienza collettiva” avrebbe percepito come “offensivo” il matrimonio tra una donna bianca e un uomo nero, per fare un esempio tra cento, e oggi percepisce probabilmente come “offensivo” un bacio in pubblico tra due uomini, per fare un altro esempio. Non vogliamo. Ci basta avere delle leggi e avere la possibilità di cambiarle democraticamente.

“Chi ha chiuso la bocca con lo scotch a una persona ha fatto una cosa sbagliata e illegale e offensiva: per la dignità umana, per lo Stato e per i suoi colleghi. Indagheremo su quanto accaduto perché noi non siamo così e queste cose non le facciamo”. Bastava che il ministro Cancellieri dicesse così.