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Un altro Romney

Il grosso problema di Mitt Romney non è Bain Capital né la quantità di tasse che paga, bensì il fatto che questi guai insieme alle sconfitte in South Carolina e in Iowa gli hanno tolto l’aura da candidato imbattibile e inevitabile che si era costruito nel tempo. Romney fino a questo momento aveva dovuto soltanto gestire gli attacchi dei suoi avversari, che a lungo erano stati persino piuttosto timidi. Non solo: gli stessi suoi avversari si dedicavano molto di più ad azzannarsi l’un l’altro che a criticare lui, e questo gli permetteva ancora di più di recitare il ruolo dell’unica persona ragionevole in campo. La posizione di Romney di favorito della corsa alimentava la posizione di Romney di favorito nella corsa, non so se mi spiego. Venuta a mancare quella, è crollato tutto il resto.

Romney può ancora far valere la sua superiorità di organizzazione e risorse, nonché la sua maggiore eleggibilità, a costo però di cambiare tono e messaggi: cambiare campagna. Non sarà facile, anche perché abbiamo già detto di quanto sia importante per lui vincere le primarie senza inseguire a destra i suoi avversari, se vuole avere speranze a novembre. E perché quanto accaduto mostra un grosso errore strategico di Romney – lo so, è facile dirlo dopo – che ha mostrato di essersi preparato per una campagna elettorale da 2010 e non 2012: si è coperto per tempo sulla riforma sanitaria e si è fatto cogliere completamente impreparato dalla questione delle sue tasse.

Salvo che accadano cataclismi alla politica e all’economia americane, Newt Gingrich non è un candidato eleggibile alla presidenza. Questa alla fine rimane la migliore arma a disposizione di Romney, per quanto spuntata. Ma non sarebbe certo questa la prima volta che un partito ideologicamente incarognito sceglie un candidato con la pancia e non con la testa: insomma, una vittoria di Gingrich alle primarie non è affatto da escludere (“può sicuramente vincere le primarie”, avevo scritto al momento della sua candidatura). E in quel caso chissà che dibattiti a novembre con Obama.