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Del mettersi d’accordo con se stessi

Da qualche tempo mi sono accorto – benvenuto, direte voi – che molte persone sono in grado di sostenere qualsiasi cosa, persino la più contraddittoria con quanto detto un minuto prima, pur di dare ragione alla “propria parte” e torto all’altra. Proprio qualsiasi, senza fermarsi nemmeno davanti alla contraddizione più lampante. Il fenomeno era stato descritto bene da Giovanni Fontana qualche mese fa, all’epoca si discuteva della strage di Anders Breivik in Norvegia.

È una cosa che dimostra come il dibattito politico sia mosso, con poche eccezioni, dalla partigianeria. Se lo stesso atto deprecabile viene compiuto da un “amico”, la valutazione che se ne dà cambia completamente, non solo vengono date attenuanti, ma si cercano giustificazioni al di fuori del “proprio” bacino d’idee. Insomma, come farsi guidare dalla bandiera, invece che dalla bussola della propria idea.

In questi giorni ho notato questa cosa più del solito. L’Italia si è ritrovata senza Berlusconi al governo praticamente dalla sera alla mattina, e ci sono persone che dalla sera alla mattina sono passate dal dire una cosa a dire l’esatto opposto, così, solo per dare ragione alla “propria parte”. Hanno passato – abbiamo passato – quasi vent’anni a spiegare a Berlusconi che l’Italia è una repubblica parlamentare, che gli italiani eleggono un Parlamento e non un governo, che Costituzione alla mano non esiste rapporto diretto tra il presidente del Consiglio e i cittadini… e ora, che al governo non c’è più Berlusconi, sento e leggo le stesse persone dire che il governo Monti è illegittimo e golpista perché non è stato eletto dai cittadini. Eh?!

Oppure, sento criticare (eufemismo) il biglietto di Enrico Letta con l’accusa del voler interferire nelle nomine di un governo, e lo sento fare dagli stessi che dicono che il governo Monti è un commissariamento antidemocratico dell’Italia da parte dell’Unione Europea, della BCE, di Goldman Sachs, della Commissione Trilaterale, di chi volete voi. Delle due l’una: se il governo Monti è il governo con cui la BCE ha commissariato l’Italia a danno del Parlamento, allora i partiti e il Parlamento fanno benissimo a metterci bocca. O no? Non riusciremo ad alzare la qualità del dibattito pubblico finché non ci scrolleremo di questi tic, mai.