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Destra e sinistra

Sta proseguendo nei commenti la discussione su Matteo Renzi, la destra e la sinistra. Emilio ha scritto questo: c’è qualche semplificazione – d’altra parte il contesto è quello che è – ma secondo me centra un aspetto importante della discussione.

Provo un po’ ad allargare la discussione: mi sembra che quando si discute di destra e sinistra guardando ad altri paesi ci si dimentichi di quanto questo equilibrio dipenda dalla storia del paese stesso. Gli USA sono nati come paese senza nessun tipo di regolamentazione, l’individualismo è nel loro DNA; la centralizzazione del potere ha portato un equilibrio introducendo elementi che hanno fatto da contrappeso allo status quo. Quindi, il liberalismo economico è conservatore.

In Italia abbiamo vissuto come tutti in Europa in un sistema feudale, quindi centralizzato; e nel nostro caso la situazione è stata ancora più intensa, visto che la presenza del Vaticano ha proposto anche a livello ideologico una visione del mondo piramidale e centralizzata del mondo, dove l’idea solidarista (il potere centrale serve a tutelare i più deboli) ha nascosto un sistema fondamentalmente autoritario. Questo ha portato al fascismo, un sistema ancora più autoritario. Dopo la fine del ventennio, abbiamo avuto una situazione di contrapposizione tra comunisti e socialdemocratici, quindi due diversi tipi di socialismo, entrambi incentrati sull’idea di uno stato guida forte e burocratico.

Insomma, in italia il liberalismo, più che essere di “destra” o “sinitra”, è un’entità completamente nuova, e quando qualcuno l’ha usato come bandiera (come Berlusconi nel 1994), ha usato la parola senza di fatto mai applicare riforme di stampo liberale. anzi, da quando è sceso in campo è stata la sinistra l’unica a provare seriamente a liberalizzare, con Bersani appunto. Ma l’approccio di entrambi i gruppi, come si capisce dalle proposte fatte per superare la crisi, non ha veri elementi liberali.

È questo il messaggio più interessante della Leopolda: nel citare la necessità di un sistema più dinamico, Renzi sta ponendo le basi per un’Italia dove possa esistere per la prima volta una vera contrapposizione tra liberali e statalisti, con la quale si possa raggiungere un equilibrio tra le due posizioni che possa essere utile e adatto al paese e alle sue idiosincrasie. Se l’Italia è un paese asfittico e statico, dove non si trova un modo per proporre il nuovo e si ha diffidenza e paura del nuovo, è perché una democrazia funziona solo quando c’è un bilanciamento di elementi contrapposti. E se si pensa alla sinistra non solo alla parte che cerca di tutelare più persone possibili, ma anche alla parte che di fronte ad un problema non cerca di contenere, ma di superare la situazione, il liberalismo oggi in Italia mi sembra decisamente di sinistra.