Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

E non possiamo nemmeno dire “è stato bello”

«Non sto parlando di un’ammucchiata ma di un incontro tra progressisti e moderati italiani per un patto di legislatura e su una dozzina di riforme da fare per ricostruire l’Italia»

Questa frase è tratta dall’intervista di oggi di Bersani al Messaggero. Sono d’accordo con Claudio Cerasa nel considerarla la pietra tombale sul progetto del Partito Democratico, almeno del Partito Democratico com’era stato immaginato durante i congressi di DS e Margherita nel 2007. Dire che oggi l’obiettivo del Partito Democratico è favorire un’alleanza “tra progressisti e moderati”, cioè un’allenza tra PD e Terzo Polo, vuol dire ammettere esplicitamente il suo attuale fallimento. Siamo tornati esattamente dove eravamo nel 2006: abbiamo un partito ancorato ai suoi cari vecchi totem, posizioni considerate conservatrici già dal PDS degli anni Novanta, che delega ad altri il compito di attrarre l’elettorato in uscita dal centrodestra. Anzi, siamo a molto prima nel 2006: almeno nel 2006 si lavorava per fare il PD, oggi si lavora per smontarlo.

(certo, il problema non è la frase di Bersani: è tutto quello che negli anni è stato fatto e non fatto per arrivare alla frase di oggi, unica conclusione possibile)