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I soldi dei candidati alle presidenziali americane

Punto della situazione sulla raccolta fondi dei candidati alle presidenziali americane, basato sui dati ufficiali diffusi dopo la fine del terzo trimestre.

Tra i repubblicani, come prevedibile, i numeri migliori li hanno fatti Romney e Perry. Perry ha raccolto più di tutti, 17 milioni di dollari, ma da un numero di donatori relativamente basso, 22mila. La cifra va letta tenendo conto che questo era il primo trimestre di raccolta fondi per Perry (al contrario che degli altri, che si sono candidati prima) e quindi questa cifra riflette l’iniziale momento di popolarità del governatore del Texas, ora del tutto scomparso, e il ricorso alla sua base di donatori “storici”. Insomma: un buon numero ma niente di eccezionale. I 14,2 milioni di dollari raccolti da Romney fanno più impressione, perché lui è in corsa praticamente da anni ed è il candidato che più di tutti sta investendo sulla costruzione di un’infrastruttura organizzativa in vista del voto di novembre 2012 (gli altri per adesso si stanno concentrando quasi esclusivamente sugli Stati in cui si vota prima, Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina).

Il terzo candidato repubblicano per soldi raccolti è Ron Paul, che ha tirato su 8 milioni di dollari da 100.000 donatori: gran bei numeri. Il problema di Ron Paul è sempre lo stesso: a fronte di risultati notevoli nella raccolta fondi e di una base di sostenitori piccola ma molto agguerrita, i dati dei sondaggi sono stagnanti. Ron Paul è dato per terzo in Iowa e in New Hampshire, per quinto in Nevada e South Carolina: con questi numeri si muore al Super Tuesday, forse addirittura prima. La sua intransigenza e la sua purezza ideologica sono rassicuranti per i molti elettori repubblicani ancora indecisi, tipo quelli che da un mese all’altro sono passati da Bachmann a Perry a Cain, ma dopo il voto nei primi Stati parte di queste preferenze si distribuirà sui candidati più forti. Come era già successo quattro anni fa, d’altra parte: Paul era andato fortissimo nel 2007, raccogliendo più soldi di tutti gli altri candidati, eppure alle primarie fu schiacciato da McCain, Romney e Huckabee (e persino da Thompson e Giuliani, in certi Stati).

Altri repubblicani. Michele Bachmann ha raccolto 4,1 milioni di dollari e ha speso più di quanto raccolto. Jon Huntsman ha raccolto 2,2 milioni di dollari e anche lui è in grande difficoltà. Newt Gingrich ha raccolto 800,000 dollari. Rick Santorum ha raccolto 700,000 dollari. Spiccioli. E Cain, che i sondaggi da giorni danno incredibilmente per favorito? Ha raccolto 2,8 milioni di dollari: è moltissimo se si tiene conto di chi sia Herman Cain, è pochissimo se si tiene conto di dove è messo Herman Cain in questo momento.

I numeri più grossi li ha fatti, come previsto, Barack Obama. Ha messo insieme quasi 43 milioni di dollari, che con i 27 raccolti dal Partito Democratico fanno 70 milioni (il candidato repubblicano, una volta scelto con le primarie, potrà usare anche i soldi raccolti dal Partito Repubblicano, che per ora sono meno di quelli raccolti dal Partito Democratico). I numeri migliori per Obama arrivano dal numero di donatori, che ha toccato il milione pochi giorni fa, e dal fatto che il 98 per cento di questi ha versato meno di 250 dollari. Molta gente, tutta che potrà versare ancora parecchi soldi, e soprattutto tutta che appartiene alla base sociale dei suoi sostenitori del 2008, i piccoli donatori, quelli delusi e messi in difficoltà dalla stagnazione economica. Il fatto che questi soldi siano stati raccolti in un pessimo trimestre per Obama, quello dei negoziati sul tetto del debito e del declassamento di Standard & Poor’s, è un segnale molto incoraggiante in vista di novembre. Uno dei pochi, di questi tempi.