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C’è solo Romney

Durante il dibattito di ieri sera Mitt Romney ha dimostrato ancora una volta di essere l’unico candidato degno di questo nome tra i repubblicani in corsa: l’unico solido abbastanza su tutti i temi fondamentali, l’unico a non avere vistosi punti deboli, l’unico adeguatamente preparato alla campagna elettorale, l’unico a saper gestire con freddezza e senno le fasi più delicate. Il video qui sotto mostra la sua reazione di fronte all’improvviso attacco frontale di Perry (a freddo, tra l’altro: si parlava di un’altra cosa). Vale una regola aurea, in questi casi: se chi attacca si mostra più nervoso e scombussolato di chi è attaccato – guardate la faccia di Perry mentre parla Romney, oltre al suo continuo interrompere l’interlocutore – allora l’attacco non ha funzionato.

Mitt Romney vince nettamente lo scambio ma poco dopo, rispondendo sul punto dell’accusa di Perry, pecca di troppa sicurezza. Interpellato sul perché aveva assunto immigrati clandestini nei lavori di ristrutturazione alla propria casa, Romney spiega che era la società responsabile dei lavori a occuparsi delle assunzioni. E aggiunge che quando aveva saputo della presenza di immigrati clandestini nel cantiere, aveva detto ai responsabili della società: “Ehi, io sono candidato alle elezioni, per l’amor di Dio, non posso avere clandestini qui”. Non aveva detto che non poteva assumere clandestini perché era illegale o ingiusto, bensì perché lui era candidato alle elezioni. Un eccesso di sincerità, diciamo, che più avanti potrebbe creargli qualche problema.