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La serietà al governo (cit.)

Il responsabile economico del PD, Stefano Fassina, ha criticato duramente e a più a riprese il contenuto della famosa lettera della BCE al Governo italiano, sostenendo che fosse l’espressione della pessima destra neoliberista che domina l’Europa, spalleggiato dalla nuova (sic) Unità e da un rumoroso e neobertinottiano pezzettino dei dirigenti del PD. Nel giro di 48 ore è stato smentito apertamente sia dal vicesegretario del PD, Enrico Letta, che dal segretario, Pier Luigi Bersani, che oggi ha detto di non avere da fare “nessuna critica alla BCE”. Stefano Fassina non si è ancora dimesso, dovrebbe farlo molto presto: per amor proprio, se non per dignità politica. Se invece questo non dovesse accadere, avremo davanti l’ennesima conferma che il PD si appresta a riproporre il modello Unione: limitiamoci ad aspettare che il governo ci rotoli ai piedi – Della Valle e Montezemolo, ehi, c’eravamo prima noi! – e chi se ne importa se non abbiamo idea di cosa fare dopo. L’ultima volta è stato un successone.