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Nelle mani dei pazzi

La prima cosa da pazzi è stata purtroppo avvalorata in questi giorni anche da molti autorevoli commentatori, ed è l’idea che il governo può cambiare quanto vuole la manovra purché faccia in fretta e soprattutto purché i saldi restino invariati. L’idea che il contenuto di una manovra si possa cambiare a piacimento conservandone i saldi, persino dopo la sua approvazione sotto forma di decreto legge (“necessità e urgenza”, ricordate?). L’idea che ai fini del salvataggio della nostra economia sia indifferente dove si prendono e dove si investono i soldi, chi paga più tasse e chi ne paga meno, dove si decide di stringere e dove si decide di allargare, purché i saldi rimangano invariati.

La seconda cosa da pazzi è riscrivere la manovra d’emergenza, quella a cui sono appese le sorti di questo paese – cioè più prosaicamente i nostri conti in banca, le nostre scuole e le nostre professioni – basandosi su provvedimenti spudoratamente elettorali. La nuova manovra decide di non toccare i lavoratori autonomi e i redditi medio alti del settore privato, massacrando invece pensionati, laureati, lavoratori del settore pubblico e cooperative. Un’operazione scientifica: l’unica cosa positiva è che lascia immaginare che le elezioni non siano così lontane.

La terza cosa da pazzi è, appunto, l’idea di non avere nemmeno lontanamente non dico una politica economica – non c’è niente nella manovra che guardi al futuro, sia questa una liberalizzazione, un investimento, una riforma, niente – ma neanche un piccolissimo piano, un’idea striminzita per tirare l’Italia fuori dai guai. Fare una manovra d’emergenza prima dell’estate, farne un’altra a Ferragosto e poi stravolgerla alla fine di agosto. Il tutto prima ancora di cominciare la discussione vera in Parlamento, prima di discutere gli emendamenti, prima di tutto il sausage making che conosciamo. E sempre che i saldi restino davvero invariati, cosa tutt’altro che probabile. Sperare che i mercati si fidino di un governo così irresponsabile e scellerato, e se poi non si fidano dare la colpa ai famigerati “speculatori”, ché sono un po’ come i calciatori: la sinistra ci casca sempre e chi vuoi mai che li difenda.