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Io non lo so chi è peggio

Quelli che dicono ogni male possibile sui calciatori ricchissimi e poi votano allegramente Berlusconi? Quelli fondamentalisti del sindacato e della CGIL che dicono ogni male possibile dei calciatori e delle loro rivendicazioni, come se guadagnare tanto facesse venire meno i loro diritti? Quelli che la CGIL fa bene a scioperare nonostante la crisi perché “serve un segnale” ma i calciatori non devono scioperare perché c’è la crisi e “serve un segnale”? Ho la sensazione che questa cosa dello sciopero dei calciatori stia avendo il potere di unire il peggio del peggio: l’idea che essere ricchi sia di per sé una cosa disdicevole, di cui vergognarsi; il populismo più sfrenato e sfacciato; il trombonismo di destra e di sinistra; l’arroganza urlata e disinformata (moltissimi di quelli che parlano dello sciopero dei calciatori non hanno idea di cosa stanno parlando).

Quella della denuncia permanente contro i Grandi Spietati Cattivi non è ormai più nemmeno una posa più o meno consapevole: è uno stile di vita. Come scriveva oggi Simone Grossi su Twitter, l’altroieri il bersaglio era la Casta dei Politici, ieri la Casta del Vaticano, oggi la Casta dei Calciatori, domani vedremo quale sarà la pagina di Facebook a raccogliere centinaia di migliaia di adesioni. D’altra parte avete presente lo spettacolo offerto dalle librerie italiane da tre anni a questa parte? La casta, La casta bianca, La santa casta della Chiesa, La casta dell’acqua, Sanguisughe, La casta del vino, Sprecopoli, La casta americana, La casta dei farmaci, La casta dei radical-chic, La casta della monnezza, L’altra casta, La casta ci incastra, Malabruzzo, Lady ASL La casta della sanità, Le origini della casta, Indignati speciali contro la casta, Indignatevi, La casta della giustizia italiana, La casta siamo noi, Il partito dei padroni, Processo alla casta della moda italiana, La casta dei giornali, Casta stampata, La casta delle regioni, e ce ne saranno altri. A voi tutto questo non fa paura? A me sì.