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Era giusto, ha funzionato

In questi anni, i principali argomenti dei contrari all’indulto sono stati tre. Il primo, il più rozzo e debole, è quello di chi sostiene che, trattandosi di criminali, star lì a parlare di diritti umani è inutile: “la pena non è una vacanza”, e quindi chi se ne frega delle condizioni delle carceri italiane. I-problemi-sono-ben-altri. Inoltre, le persone detenute sono in carcere per un motivo, quindi in fondo se lo meritano (specie perché, in molti casi, sarebbe stato bene buttare-via-la-chiave: altro che uscire prima del tempo). La risposta a questo argomento è semplicemente l’articolo 27 della Costituzione, che è inequivoco e che va preso alla lettera, specie da parte di chi quando non si occupa di carceri è solito sostenere che “la Costituzione non si tocca”, “la Costituzione è la nostra bibbia laica”, eccetera. Senza contare che, anche ammettendo la logica brutale per cui “i colpevoli se lo meritano”, più della metà delle persone che si trovano nelle carceri italiane è detenuta in attesa di processo: tecnicamente innocente. Molti di questi saranno riconosciuti definitivamente innocenti: quel trattamento inumano è inflitto anche a loro.

Il secondo argomento dei contrari all’indulto è la certezza della pena. Se il giudice ti ha condannato a una certa pena, dicono, quella devi scontare: senza scorciatoie. Spesso l’argomento è accompagnato da strali contro le pene alternative e sostitutive della detenzione, contro gli arresti domiciliari, contro gli sconti di pena per buona condotta. A chi sostiene questo argomento sfugge che il principio della certezza della pena va a farsi benedire già nel momento in cui le persone detenute sono costrette a scontare pene a cui nessuno li ha condannati: dormire per terra a due passi dal cesso, vivere in sei in tre metri quadrati in agosto, accompagnarsi a ratti e scarafaggi, eccetera. Eppure non se ne preoccupano, in quel caso, della violazione del principio della certezza della pena. Inoltre, le pene alternative e sostitutive della detenzione, così come gli sconti di pena per buona condotta, non sono favori o privilegi: sono diritti previsti dalla legge. Appellarsi al rispetto integrale della legge vuol dire ammettere il senso, la legittimità e le ragioni degli strumenti di cui sopra. La certezza della pena è anche la certezza di un trattamento umano, come quello teoricamente disposto dal giudice; ed è anche la certezza di potere usufruire, quando è il caso, delle pene alternative e sostitutive della detenzione. L’indulto, poi, non è un abuso o uno strappo: è uno strumento previsto e legittimato dall’ordinamento. Dalla legge, insomma.

Il terzo argomento dei contrari all’indulto è quello della paura, o della sicurezza: rimettere i criminali in libertà è pericoloso. L’argomento in sé ammette parte del problema: ammette cioè che in questo momento, nelle condizioni in cui si trovano, le carceri italiane sono un luogo criminogeno, invece che rieducativo. Producono insicurezza, e non sicurezza. Si sostiene però che per questa ragione, per garantire la sicurezza della società, i detenuti farebbero meglio a non uscire dal carcere prima del tempo, anzi, magari a restarci il più a lungo possibile. A questo argomento rispondono semplicemente i numeri, come spiega oggi Luigi Manconi sull’Unità. Stando ai dati dell’Ufficio Statistico del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, delle persone scarcerate alla fine naturale della pena il 68,45 per cento torna in carcere una o più volte nell’arco dei successivi sette anni. Delle persone uscite dal carcere grazie all’indulto, quelle che sono tornate a delinquere nei successivi cinque anni sono il 33,92 per cento. Meno della metà. Sono dati noti, la tendenza è nota da tempo. E la ragione non è così misteriosa, essendo provata da centinaia di dati e di studi. Come spiega Manconi, “scontare la pena in condizioni meno afflittive e meno disumane può contribuire alla riabilitazione sociale (e a non reiterare il reato)”. Insomma, l’indulto – ma in generale: trattare le persone detenute in modo umano – non solo è giusto, che già basterebbe. Funziona.