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Follow the money

Dopo mesi passati a discutere di quasi nulla e di sondaggi basati per lo più sulla notorietà dei candidati, oggi si comincia a fare sul serio con le elezioni presidenziali statunitensi del 2012. Con la fine di giugno, infatti, si è concluso il primo semestre di raccolta fondi per candidati e aspiranti tali. I vari comitati elettorali comunicheranno nei prossimi giorni quanto hanno raccolto e le cifre costituiranno un primo indicatore sulla forza dei candidati. Vale la pena specificare che sarebbe sbagliato trarre qualsiasi conclusione definitiva da questi numeri. Tutto può cambiare da qui a qualche mese: quattro anni fa Obama partiva molto dietro Clinton e finì per mettere insieme la più grossa raccolta fondi della storia della politica americana. I numeri di oggi ci dicono le posizioni di partenza: un dato, il primo con una qualche concretezza.

Il blog del Washington Post The Fix, fondamentale per chi segue la politica americana, aiuta a orientarsi in attesa di ricevere i primi dati. La campagna di Obama si è data l’obiettivo di raccogliere almeno 60 milioni di dollari: se ce la facesse, sarebbe la più grossa raccolta di fondi nel primo semestre di una campagna presidenziale. Romney dovrebbe raccogliere almeno 20 milioni di dollari: sarebbe meno di quanto raccolto nella scorsa campagna ma sarebbe abbastanza da fargli staccare nettamente tutti i suoi avversari. Pawlenty dovrebbe stare intorno ai 5 milioni: pochi. Il bicchiere sarà mezzo pieno se comunque sarà il secondo dietro Romney, sarà mezzo vuoto se dovesse essere sorpassato da Ron Paul o da uno tra Michele Bachmann e Jon Huntsman, che si sono candidati poche settimane fa. Gingrich dovrebbe stare sotto lo zero: ha già debiti.