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L’alternativa

Che in Parlamento non ci sia un’alternativa a questa maggioranza è indubbio. Sia alla Camera che al Senato i numeri sono largamente dalla parte del Governo, mentre Terzo Polo e PD-IdV restano distanti su molte questioni e sono stati ulteriormente allontanati dai risultati delle elezioni amministrative. Mi sembra però che sia altrettanto evidente l’inconcludenza di questa maggioranza, che ha trovato equilibrio e compattezza solo su quanto ha a che fare con la propria sopravvivenza. Il governo ha smesso di governare mesi fa. La riforma degli articoli della Costituzione sulla libertà d’impresa non è più all’ordine del giorno. La stessa sorte è toccata alla “epocale” riforma della Giustizia, dimenticata. La legge sulle intercettazioni, idem. La riforma delle istituzioni in senso federale non ha mosso neppure un passo. La riforma fiscale è tutt’ora lo stesso miraggio che era nel 1994. L’ultima significativa riforma approvata da questo governo, prescindendo dal suo merito, è quella dell’università. Data dell’approvazione definitiva da parte del Parlamento: 23 dicembre 2010. Sei mesi fa. Nessun elemento lascia pensare che le cose da qui in poi possano andare diversamente.

L’unica alternativa possibile a questa maggioranza è oggi l’alleanza tra Partito Democratico, Italia dei Valori e Sinistra e Libertà. È lontana dall’essere perfetta ed è lontana anche dall’essere completa. Deve mettere nero su bianco un programma comune, cosa che sarà più facile rispetto al 2006, e deve trovare un leader vero, cosa che invece sarà più difficile: Bersani è stretto tra due personaggi, Di Pietro e Vendola, che sono da tempo sfidanti e i cui duelli si terranno inevitabilmente sul terreno della demagogia. Amministrative e referendum hanno dimostrato che questa coalizione, con tutte le sue imperfezioni, può vincere le elezioni domani. Può vincerle per via dello sfinimento degli italiani verso Berlusconi, ma in quel caso molti consensi scettici sparirebbero nel giro di pochi mesi: come nel 2006. Oppure può vincerle grazie a idee e progetti solidi e affascinanti, e convincendo gli italiani della loro bontà. Domanda non retorica, però: a meno di voler vendere fumo, si possono proporre progetti solidi e affascinanti, in Italia, con l’aria che tira oggi?

Il Foglio ha chiesto a me e ad altri blogger di commentare un passaggio del discorso di Berlusconi al Parlamento, quello in cui sostiene che “non esiste alcuna alternativa a questo Governo e a questa maggioranza”. Io ho risposto così.