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Il campaign manager

Roberto Basso, direttore della campagna elettorale di Giuliano Pisapia, ha commentato il mio post di ieri. Lo incollo di seguito per dire di nuovo bravo a lui, a loro e a quelli i cui nomi non appaiono sul sito di Pisapia, di cui parla lo stesso Roberto. Comunque vada a finire lunedì.

Grazie Francesco, innanzitutto perché sai di cosa parli: hai commentato una campagna senza fermarti ai manifesti, come è accaduto a molti commentatori (forse anche per colpa di domande banali). Hai ragione nella conclusione, relativa a Giuliano: ho sempre sostenuto che le campagne elettorali le vincono i candidati; i consulenti possono aiutare a non perderle; in alcuni casi possono aiutarli a perdere male e con una caduta sul piano della dignità come è accaduto ad altri in questa campagna.
E ha ragione @Fausto: non si vince una campagna falsificando il candidato, ma sviluppandola intorno alla sua identità. Almeno così la penso io.

A tutti i commenti aggiungo solo che i meriti vanno estesi ad altri, che non figurano sul nostro sito. Tra tutti, cito Paola Giulietti e l’intera agenzia Com.unico, che d’intesa con lo staff hanno sviluppato la creatività, numerosi aspetti della strategia, hanno garantito la direzione artistica di alcuni eventi e si sono dedicati a questa campagna ben al di là dei loro obblighi professionali, mettendo insieme a noi tanta passione. E infine Federico Robbiati, per fare solo un nome tra i 3.000 volontari che hanno fatto e inventato di tutto per diffondere il verbo tra i milanesi.

Roberto