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Tre cose – più una – sulle amministrative

A rileggere l’analisi del voto fatta prima del voto e scorrere i risultati di oggi, possiamo già dire alcune cose.

La prima che il PdL è effettivamente messo male: ha perso parecchi voti, molti di più dei pochi che gli hanno sottratto gli astensionisti e il Terzo polo. I voti non glieli ha rubati nemmeno la Lega, che come avevo immaginato non solo non sfonda ma anzi arretra pesantemente: a Milano città ha perso cinque punti percentuali in un anno (e senza un calo dell’affluenza). Da una parte il crollo della Lega è quasi positivo per il governo: se Bossi avesse sfondato in presenza del deludente risultato del PdL, ne avremmo viste delle belle. Dall’altra parte, c’è evidentemente già oggi un grosso problema politico nel centrodestra, che dovrà anche riuscire a rimandare la sua discussione di almeno due settimane.

La seconda cosa è che il PD tutto sommato se la cava bene. È vero che il risultato di Milano non lo coinvolge in prima linea, ma è vero anche che rispetto alle ultime comunali – all’epoca c’era l’Ulivo – il guadagno di consensi è netto. La netta vittoria di Fassino era tutt’altro che scontata, specie in queste dimensioni e al primo turno. Il tracollo vero è quello di Napoli, dove il candidato del PD subisce addirittura il sorpasso di De Magistris: ma era nelle cose, dopo quello che ha combinato il centrosinistra in Campania in questi quindici anni. Il ballottaggio tra Lettieri e De Magistris è una cosa tipo Juventus-Lazio vista da un romanista: dobbiamo per forza sceglierne uno?

La terza cosa, e anche di questa avevamo già molte indicazioni, è la conferma dei vincenti più vincenti e degli sconfitti più sconfitti. I primi sono i candidati di Sinistra e Libertà, Pisapia a Milano e Zedda a Cagliari, comunque vada a finire. I secondi sono i candidati del Terzo Polo, ininfluenti, stritolati dalla polarizzazione, invisibili: nella Bologna di Fini e Casini il candidato terzista rischia di essere doppiato – doppiato – da quello del Movimento 5 Stelle. Che si trova a sua volta in una posizione ambigua: a Milano ha deluso, a Torino ha tenuto, a Bologna ha fatto uno sfondamento forse inutile, a Napoli non è esistito. Queste elezioni ci dicono anche che il bipolarismo in Italia gode di ottima salute.

La quarta cosa erano i miei pronostici. Avevo scritto:

A Bologna e a Torino vince il centrosinistra al primo turno. A Napoli vanno al ballottaggio Lettieri e De Magistris. A Milano vince Moratti al primo turno, di poco.

Le ho prese tutte – sospendendo il giudizio su Bologna, ancora in bilico – tranne il risultato più inaspettato e sorprendente, che tra l’altro ha contraddetto tutti i sondaggi delle ultime settimane, nessuno escluso. Ovviamente ne sono molto contento.