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Newt 2012

Si è candidato alle primarie repubblicane anche Newt Gingrich. È un repubblicano di lunghissimo corso, molto conservatore, il cui nome è legato a una delle più grandi vittorie della storia del suo partito (la conquista della Camera nel 1994, dopo quarant’anni di dominio democratico) e una delle più grandi sconfitte della storia del suo partito (lo shutdown del governo nel 1996). Può sicuramente vincere le primarie, perché per i repubblicani è una specie di usato sicuro ed è l’unico tra i candidati in campo che non ha niente da farsi perdonare: Romney ha la riforma sanitaria, Pawlenty ha il sostegno alla tassa sulle emissioni, Huntsman ha l’aver fatto parte dell’amministrazione Obama, Huckabee ha l’aumento delle tasse quando era governatore.

Lo spot che annuncia la candidatura di Newt Gingrich, che è quello che sta qui sotto, è tutto al positivo: non si accenna agli avversari né ai democratici, non si fa il nome di Obama nemmeno una volta. Nella sua banalità mi sembra funzionare meglio di quelli apocalittici di Pawlenty o di quello sciattissimo di Romney. I soldi non dovrebbero mancargli. Difficile però che rappresenti una minaccia concreta per Obama alle presidenziali: è un po’ un relitto, con rispetto parlando, ha delle vicende familiari poco onorevoli e non sembra essere in grado di ottenere il consenso degli indipendenti. Dopo il video qualche altra notizia interessante.

I numeri di Obama. C’era stato un piccolo rimbalzo seguito alla morte di bin Laden, ora è arrivato quello grosso: il gradimento è arrivato al 60 per cento, la maggioranza degli indipendenti è tornata dalla sua parte e ora i dati migliorano anche quando si parla di economia (gli ultimi dati sulla disoccupazione erano in effetti incoraggianti). Non è una tendenza, è un rimbalzo, quindi sono numeri che si possono sgonfiare: ma possono anche restare lì per un bel po’, e comunque sono un bel segnale di salute.

Dall’altra parte, tre cose. I numeri di Donald Trump, come era ampiamente prevedibile, si sono disintegrati. Mitt Romney terrà oggi un discorso sulla sanità, nel sensato e necessario tentativo di anticipare gli attacchi dei suoi avversari e scegliere il piano su cui fare questa discussione. Mike Huckabee non ha ancora deciso se candidarsi o no e allora ha lanciato un sito internet per chiedere ai suoi sostenitori di pregare per lui perché Dio gli faccia prendere la giusta decisione. Sul serio. E vi chiede la vostra email. Huckabee, non Dio.