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Lavori in corso

Ricognizione sui repubblicani in vista delle primarie e delle presidenziali statunitensi del 2012.

Si sono candidati Tim Pawlenty e Mitt Romney, Newt Gingrich ha ancora un piede di qua e un piede di là (e la sua raccolta fondi va abbastanza male, motivo per cui dovrebbe andare sempre più di là e sempre meno di qua). Pawlenty ha diffuso un altro video super kolossal. Romney ha tentato di difendersi dall’accusa di aver ispirato la riforma sanitaria di Obama, sostenendo che se fosse stato così qualcuno alla Casa Bianca lo avrebbe consultato: peccato che la cosa sia successa, visto che i suoi consulenti hanno effettivamente collaborato con l’amministrazione Obama nella stesura della riforma sanitaria. Di Donald Trump ho scritto la settimana scorsa sul Post; Sarah Palin, sorpassata in visibilità da uno sciroccato più sciroccato di lei, ha lanciato un nuovo sito Internet – un classico sito da campagna elettorale – per riprendersi un po’ di attenzione da parte dei media, riuscendoci. Ma sono giochetti che non potranno andare avanti a lungo: anche lei dovrà decidere presto se candidarsi o no.

Jon Huntsman, il bravo, temibile ma sconosciuto ambasciatore statunitense in Cina, ha un grosso problema: intanto che decide se sfidare Obama ha lasciato libero il dominio col suo nome e oggi, visitando www.jonhuntsman.com, si accede a un sito che mostra le parole di grande affetto e stima che lo stesso Huntsman ha scritto dalla Cina al presidente Obama: un piccolo esempio di quello che gli scatenerebbero contro i suoi eventuali avversari alle primarie repubblicane. Intanto è arrivato un altro candidato: si chiama Gary Johnson, è un ex governatore del New Mexico ed è una specie di conservatore libertario. Tipo Ron Paul ma senza il lato matto e complottista. Ha fatto bene il governatore ma è praticamente sconosciuto, non sembra avere molti soldi ed è favorevole alle legalizzazione delle droghe leggere: non ha molte speranze.

Continuano a circolare sondaggi strani: alcuni vedono Donald Trump messo bene o molto bene, altri dicono che la base del partito non gradisce davvero nessuno dei candidati in campo. È vero che il fronte repubblicano in vista di queste primarie è tutto meno che esaltante, ma il dato più interessante è quello che viene da questo sondaggio di PewResearch Center: il 53 per cento degli americani non ha idea di chi siano i candidati repubblicani alle primarie, né tra quelli ufficiali né tra quelli possibili. Vuol dire una cosa molto semplice: è troppo presto. I numeri che circolano in queste settimane indicano delle tendenze generali ma da qui a sei mesi possono essere completamente stravolti. Quattro anni fa, di questi tempi, tutti erano certi che i candidati alle presidenziali sarebbero stati Rudolph Giuliani e Hillary Clinton.