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Discorso sullo stato del blog

Come probabilmente sapete già, ieri è stato il primo compleanno del Post: dall’altra parte trovate ringraziamenti, bilanci e raccolte. Da questa parte è il caso di fare un altro genere di bilanci, visto che dalla nascita del Post questo blog è cambiato molto (sì, questo è un post che parla di questo blog e di chi lo scrive: se l’argomento non vi interessa, potete risparmiare tempo ed evitare di leggere il resto).

Il blog dopo il Post
Dicevamo. Oltre a cambiare molto la mia vita, il Post ha cambiato parecchio anche questo blog. Una parte consistente dei contenuti che componevano questo blog, infatti, si è trasferita quasi completamente sul Post: tutta la parte di post brevi, segnalazione di link e notizie. La ragione è semplice: un link o una notizia che prima finiva segnalata qui oggi finisce scritta – meglio e più a lungo – sul Post. Allo stesso modo, salvo qualche eccezione, i pezzi più lunghi di ricostruzione e di storie finiscono sul Post, fatte meglio e con più cura. È bello, eh, ne sono contentissimo: faccio la cosa che vorrei fare, la faccio in un posto molto bello e molto più letto di questo, e che mi spinge a migliorare e imparare nuove cose. Alla fine del mese mi danno pure dei soldi. Quindi non si torna indietro: se quelle robe vi piacevano, vi consiglio di leggere il Post – lo conoscete? – dove le trovate moltiplicate per centocinquanta.

Cosa è rimasto qui
Su questo blog sono rimaste sostanzialmente quattro cose. La prima sono le mie opinioni, che rimarranno qui e sono la ragione per cui questo blog rimane aperto, vivo e vegeto. Non ne scrivo con grande frequenza perché cerco di farlo solo quando mi sembra di avere qualcosa di interessante e originale da dire e quando trovo il tempo. La seconda sono certe segnalazioni e certe storie, soprattutto di politica americana, che sono troppo per impallinati – persino per il Post – e che qui posso trattare rapidamente e senza fare grandi spiegazioni (come sapete, invece, sul Post ci piace che chi legge gli articoli capisca di cosa si stia parlando anche se si è perso le puntate precedenti). La terza sono le mie minuscole fissazioni, dalla Roma al cibo spazzatura a West Wing. La quarta sono le varie ed eventuali, diciamo: tutto l’eventuale resto. Poi ci sono una serie di contenuti che non esistevano e ora ci sono, ma non qui.

I socialini
Fino a un annetto fa usavo i social network – a parte un po’ Friendfeed – quasi esclusivamente per segnalare gli aggiornamenti di questo blog. Da qualche mese, invece, ne faccio un uso più coinvolto e frastagliato, segnalando link di cose che leggo in giro, scrivendo cose brevi, rilanciando e commentando cose brevi scritte da altri. Si parla di cose serie e di cose meno serie, sia sul mio account su Twitter che su quello su Friendfeed: anche loro, così come il Post, hanno assorbito una piccola parte dei contenuti che prima componevano questo blog. E non ci torneranno, perché il loro posto è là: non si può rimettere il dentifricio nel tubetto. Con tutte le eccezioni del caso, il blog funziona bene, secondo me, per discutere e ragionare di cose in modalità slow; i social network, invece, mi sembrano perfetti per la condivisione rapida di link, considerazioni veloci, segnalazioni. Ragione per cui spariranno da qui e finiranno lì anche i bookmark di Delicious. Facebook merita un discorso a parte.

Facebook
Ho un profilo personale, fino a poco fa lo trovavate segnalato nella colonna laterale di questo blog. Conta in questo momento 1386 “amici” e sono per almeno il 70 per cento persone di cui non so niente, che non conosco e che non ho mai visto in faccia. Persone che, immagino, mi conoscono perché leggono questo blog e diventandomi “amico” vedono apparire sulla loro bacheca le cose che scrivo, i link ai post di questo blog, le cose che segnalo, eccetera. La mescolanza tra gli amici “veri” e gli amici “finti” presenta delle controindicazioni, nel senso che finisco per trattare tutti come gli amici “finti”: ci sono cose che mi andrebbe di dire agli amici “veri”, alle persone che conosco, e non lo faccio; foto che avrei piacere di pubblicare e che non pubblico, eccetera. Quindi da adesso in poi si fa così. Se mi conoscete attraverso questo blog, usate Facebook e volete che sulla vostra bacheca appaiano le cose che scrivo, i link alle mie cose e tutto quanto mi andrà di condividere, iscrivetevi a questa pagina: è pubblica, è aperta a chiunque e siete i benvenuti. Il mio profilo personale diventerà effettivamente personale, nel senso che a poco a poco farò in modo che ci restino solo le persone che in qualche modo conosco e vedremo se mi divertirò a farne un uso diverso.

Detto questo
Qualche tempo fa si era parlato dei commenti, che come vedete sono ancora aperti: per un po’ ho tenuto attiva la moderazione preventiva, ora l’ho tolta, non escludo di rimetterla in futuro. La grafica del blog potrebbe cambiare, magari diventando uguale a quella degli altri sul Post, non ho ancora deciso (è che non mi va di abbandonare la striscia dei Peanuts). Su queste e su tutte le altre cose sono ben accette proposte e suggerimenti. Fine del messaggio. Dio vi benedica, ma soprattutto Dio benedica questo blog.