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Saltare un giro

Stefano Menichini sul Foglio fa un’analisi della situazione politica sintetica e molto lucida. Questo il passaggio sul centrosinistra.

Arranca anche l’opposizione? Altroché. Ma lo sapete, perché gli esperti di calcio (parlato) non vi mancano: contro una squadra scarsa che gioca scorretto, neanche il Barcellona farebbe il Barcellona. Figurarsi il povero Pd. Che nel 2001, sotto altre spoglie, si presentò al voto avendo rotto con Rifondazione, bello impostato su riforme liberali e modernizzazione, solo per prendere schiaffi prima dagli elettori, poi da Berlusconi, infine da Nanni Moretti. Sette anni dopo ci riprovò col medesimo piglio, accettando addirittura – sventurati – la sfida di una legislatura costituente. Solo per riprendere altri schiaffi dagli elettori, da Berlusconi, infine da Travaglio.

Al che uno si dice: basta schiaffi. E poi: pazienza compagni, viviamo un tempo Fattoide, dunque teniamo a bada il popolo frustrato che non siamo stati in grado di educare togliattianamente, non regaliamolo tutto alle narrazioni di Vendola e agli appelli di Repubblica, reggiamo in piedi la ditta fino alle benedette elezioni. Questo guadagnare la giornata porta Bersani ad arringare i quattro gatti di piazza Montecitorio, mercoledì, e a portare a casa mezze vittorie come ieri: certo non è una strategia, è primum vivere. Non è che per caso conoscete qualcun altro che campa e anzi governa così, dalle vostre parti?

Nulla da aggiungere, se non che temo che anche questo “guadagnarsi la giornata” per il centrosinistra non sia una strategia destinata a pagare: se le cose non cambiano – e non ci sono motivi per pensare che possano cambiare a breve – con un progetto del genere il massimo a cui si può aspirare è un’altra risicatissima vittoria e un’altra striminzita maggioranza, anche stavolta priva di un perno che impedisca il clima circense del secondo governo Prodi (e quindi la concreta e destabilizzante minaccia del ritorno di Berlusconi). D’altra parte, gli errori politici degli ultimi cinque anni sono stati tanti e tali – e con tante e tali conseguenze – che pensare di inventarsi qualcosa adesso e ribaltare le cose da qui al 2013 è semplicemente velleitario. Si stringono i denti, si mette una toppa ogni tanto, si limitano i danni, si spera bene e poi, semmai, se ne riparla dopo.