Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

The Italian job

I film di ladri mi piacciono un sacco. Di recente ho visto questo, ambientato non nella solita grande città ma in una piccola località di provincia, nella quale però ha sede una grossa azienda che produce gioielli. Con le recinzioni, i muri spessi, il caveau, la supercassaforte e tutto quanto, se no che film di ladri è. Ci sono questi ladri che vogliono svaligiare tutto, prendere l’oro e i gioielli. C’è tutta la parte della composizione della banda, della preparazione del piano, eccetera. Poi si arriva al colpo. Agiscono di notte, ovviamente. Fanno così. Formano due gruppi.

Del primo gruppo fanno parte i ladri esperti di motori, di macchine e del relativo scassinamento. Si occupano di ostruire tutte le vie di ingresso e uscita dal paese, ma perché funzioni bisogna farlo con finezza. Rubano uno scuolabus, una macchina dell’ufficio tecnico del comune, due auto blu, quelle di rappresentanza, e una macchina della polizia municipale. Le piazzano di traverso su tutte le strade che portano al paese, che da quel momento di fatto è isolato. Il più spiritoso del gruppo, quello che fa le migliori battute del film, in uno di questi blocchi mette pure un cartello con scritto “Lavori in corso”.

Poi c’è il secondo gruppo, che è quello che dovrà fare materialmente il colpo. Va dentro un cantiere a qualche centinaio di metri dall’azienda da svaligiare, ci sono dei mezzi parcheggiati. Rubano un caterpillar e lo modificano, avvalendosi del talento di un tipo esperto di meccanica: sostituiscono la ruspa con un grosso martello pneumatico, alterano il sistema idraulico così da aumentare la potenza del mezzo. Poi partono verso il luogo del colpo, ma utilizzano una stradina di campagna. A un certo punto la strada è attraversata da un torrente ma loro ci avevano pensato prima e lo hanno ricoperto di terra.

Arrivano sul posto. Qui finisce la parte di fronzoli e finezza, i ladri badano alla sostanza: abbattono qualche tettoia, abbattono la recinzione di protezione, abbattono qualche muro esterno, alla fine abbattono la parete del caveau, che è spessa più di 60 centimetri. Scatta l’allarme. I ladri iniziano a prendere tutto quello che possono, caricano e caricano chili e chili di lingotti d’oro, pietre, gioielli, la cassaforte intera. La polizia ci mette dodici minuti ad arrivare, ma le strade sono bloccate e sono bloccate da mezzi pubblici, auto blu, macchine della polizia. I poliziotti sono disorientati ma capiscono presto che qualcosa non va. Cercano di spostare i mezzi ma le ruote sono tagliate, le chiavi sono rotte all’interno del quadro e il motore è stato sabotato. Ci mettono un po’, alla fine passano ma ovviamente quando arrivano sul posto i ladri se ne sono già andati, passando dalla stradina di campagna di cui sopra. Con cento chili d’oro, cioè tre milioni di euro. Mi sa che l’avete capito, nel frattempo: questa cosa è successa ieri in Toscana.