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I fatti costruiti dalle opinioni

Non basta desiderare una cosa perché questa accada. Benché il titolo di Repubblica dica che “sulla fiducia al premier comincia a pesare il caso Ruby”, i dati della rilevazione mensile introdotti da questa titolazione scorretta e ingannevole dicono un’altra cosa. Dicono che la fiducia in Berlusconi il 15 dicembre era al 35 per cento, l’11 gennaio era salita al 40 per cento, il 20 gennaio era stabile al 40 per cento e oggi è di nuovo al 35 per cento. Nel migliore dei casi la fiducia è invariata. A fare i pignoli, il dato del 15 dicembre andrebbe confrontato non con quello che fa più comodo alla dimostrazione della propria tesi bensì col dato del giorno più vicino al 15 di gennaio, cioè a un mese dalla precedente rilevazione. Il dato dell’11 gennaio dice 40 per cento, il dato del 21 gennaio dice 40 per cento. Tutto si può dire meno che la fiducia degli italiani in Berlusconi sia “in calo”, purtroppo. Sull’esistenza di un calo della fiducia degli italiani nei giornalisti, invece, abbiamo pochi dubbi anche senza sondaggi.

Aggiornamento. Repubblica ha saggiamente modificato il titolo: quando ho scritto il post, il titolo era questo.