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Dear Branden

È il 5 settembre del 1994. Uno studente americano di nome Branden Brooks partecipa a un incontro pubblico con Joe Biden, senatore del Delaware. Alza la mano, prende la parola, fa la sua domanda al senatore. Balbetta parecchio. Alla fine dell’incontro Biden lo va a cercare e lo prende da parte: gli dice che anche lui balbettava, da ragazzo, ma non aveva mai permesso a questo problema di interferire con i suoi sogni e cercava sempre occasioni per parlare in pubblico, così da forzarsi a superare l’imbarazzo e il suo problema. Una settimana dopo Branden Brooks riceve questa lettera, scritta da Biden il giorno successivo al loro incontro.

Caro Branden —

è stato un piacere conoscerti ieri. Sei un ragazzo bravo e brillante, se continuerai a lavorare sodo ti aspetta un grande futuro. Tieni a mente quello che ti ho detto riguardo la balbuzie. Puoi sconfiggerla così come l’ho sconfitta io. Quando lo farai, sarai una persona più forte: avrai vinto. Un’altra cosa: ogni volta che hai la tentazione di prendere in giro qualcuno per via di un suo problema, ricorda come come ti senti quando sei tu a essere preso in giro. Tratta tutti con rispetto e sarai rispettato.

Il tuo amico
Joe Biden

Branden segue il consiglio di Joe Biden: si candida all’incarico di rappresentante degli studenti, viene eletto e e viene eletto tutti gli anni, alle scuole superiori e all’università. Approfitta di ogni occasione possibile per parlare in pubblico. Poi si laurea. Oggi fa il pubblico ministero, in Delaware.

(grazie a Luca e a Letters of note)