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Non succederà niente

Tra poco più di una settimana, il 12 gennaio, la Camera dei deputati degli Stati Uniti si esprimerà sull’abolizione della riforma sanitaria approvata lo scorso marzo. E voterà per l’abrogazione, essendoci una maggioranza repubblicana e avendo i repubblicani da tempo promesso di fare di tutto per cancellare la riforma voluta da Obama. E non succederà niente. Lo scrivo qui perché non escludo che quando questo accadrà buona parte dei giornali italiani possa scrivere cose tipo “Affonda la riforma di Obama”, “Obama rischia di perdere la sua riforma”, “Traballa la riforma sanitaria”. Non succederà niente. Per abolire la riforma sanitaria, infatti, i repubblicani dovrebbero votare l’abrogazione anche al Senato: gli serve la famosa supermaggioranza da 60 voti e loro ne hanno 47, sempre che siano tutti d’accordo. E anche che succeda l’impossibile, cioè che anche il Senato voti per l’abrogazione, l’inquilino della Casa Bianca utilizzerebbe il suo potere di veto alla velocità della luce. E né alla Camera né al Senato i repubblicani in questi due anni potranno mai avere una maggioranza dei due terzi per sorpassare quel veto. Il voto del 12 gennaio è semplicemente un gesto simbolico, organizzato dai repubblicani per fare un po’ di rumore e distrarre i propri elettori (ne hanno molto bisogno). La riforma sanitaria rimane lì dov’è e non la tocca nessuno.