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Non è stato Berlusconi

Il miglioramento della qualità del dibattito interno al PD e al centrosinistra – di cui si è parlato in modi diversi qui e qui – passa anche per la discussione e per la confutazione di alcuni luoghi comuni che ci trasciniamo dietro da anni. Uno di questi è molto ben affrontato oggi da Marco Simoni.

C’è un tema ricorrente nelle discussioni sul berlusconismo che viene, a mio parere, costantemente affrontato a sproposito, ed è quello della leadership. Si attribuisce a Berlusconi la responsabilità di aver creato un nuovo modello politico fondato sulla supremazia del capo, modello che avrebbe fatto scuola anche a sinistra, nella versione democratica di Veltroni, in quella romantica di Vendola, o in quella populista di Di Pietro. L’argomentare di solito prosegue sostenendo la necessità di una politica meno leaderistica come presunto antidoto alle radici del berlusconismo.

In realtà, questo ragionamento inverte il senso del processo causale, perché gli manca l’elemento fondamentale necessario a qualsiasi analisi politica significativa: il paragone con altri paesi con simile livello di sviluppo e democrazia. Negli ultimi vent’anni, le figure dei leader hanno tutte aumentato in prominenza: sia negli stati dove i modelli elettorali li hanno favoriti, sia negli Stati più proporzionalisti come la Spagna. Una ragione ha a che fare con l’accresciuto ruolo dei capi di stato e di governo nella gestione dell’economia globalizzata, e dell’Unione europea. I leader sono più importanti, dunque spiccano in maniera ancora maggiore.

La seconda ragione, invece, è una profonda questione democratica che sfugge ai cultori dell’antica età dell’oro (mai esistita, come tutte le età dell’oro) in cui i partiti guidavano la società con saggezza e fermezza ideale. Nella società contemporanea, la sintesi rappresentata dalle parole e dalla persona del leader, consente di trasmettere una enorme quantità di informazioni agli elettori in modo unitario. Nessun elettore è ragionevolmente in grado di comprendere l’insieme delle politiche che è necessario approvare nel corso di una legislatura e che hanno bisogno di sofisticate conoscenze specialistiche.

(continua qui)