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Policy issues

Negli ultimi mesi mi è capitato più volte di parlare di questo blog con alcune persone che lo leggono da un sacco di tempo. Con pochissime eccezioni, tutte mi hanno suggerito di fare qualcosa per i commenti di questo blog. In effetti i commenti di questo blog – o dei blog in generale? – hanno un problema. Per quanto ci siano delle rare ed encomiabili eccezioni, chi commenta questo blog lo fa nel migliore dei casi come se questo fosse un muro, un posto in cui arrivare e dire “io la penso così”, spesso in modo assertivo e con poca volontà di mettersi in discussione e muovere avanti la discussione del post. Nel peggiore dei casi, invece, i commenti diventano un’arena, infestata da troll, piena di violenza verbale e insulti che cancello a manina poco volentieri. Due o tre domeniche fa ho passato un’ora alle prese con uno scemo che minacciava di fare sfracelli al sito. Tralascio le considerazioni su quali siano i post i cui commenti degenerano più facilmente, tanto potete immaginarlo. Però mi pare che si debba fare qualcosa.

Pensavo di inserire una registrazione: per inserire un rudimentale filtro che scoraggiasse almeno i commenti più pretestuosi e per uniformare questo blog a quelli del Post, visto che ne fa parte. Ci penso un po’, se qualcuno ha altre idee o proposte le ascolto. Intanto ho dato a questo blog una policy, semplice semplice, che appare qui sotto e in testa a ogni form per i commenti: non servirà a nulla, ma almeno sapete quali sono le regole.

L’autore di questo blog invita i commentatori a dare il meglio di loro: a restare in tema, a non fare osservazioni la cui risposta è già contenuta nel post, a non esporre una tesi senza argomentarla, a evitare insulti e commenti inutili. Lui si impegna a fare il possibile per rispondere ed evitare che troll e perditempo possano compromettere la qualità e la civiltà della conversazione.