Questo sito contribuisce alla audience di IlPost

Il cervo

[Berlusconi] finì un giorno nella dacia di Putin, e Putin lo invitò a una passeggiata nel bosco. Solo io e te, disse. Valentino e gli altri restarono nella dacia. Silvio si infilò il colbacco e i due camminarono nella neve. Parlarono. Progettarono. Stabilirono. Finché d’un tratto passò un’ombra al galoppo. Putin imbracciò il fucile e fece fuoco. Aveva ammazzato un cervo sul colpo. Sfoderò un coltellaccio, aprì il cervo, ne estrasse il cuore e lo donò all’ospite in segno di amicizia fraterna. E si dispiacque nel vedere l’ospite sbiancare e venire giù, come un muro di Pompei. Ma anche questa è una storia che Valentino non racconta.

(Mattia Feltri sulla Stampa)