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Ops

Quando si prende una specie di catena di Sant’Antonio e la si trasforma in un articolo – come l’attuale apertura sul sito del Fatto – bisognerebbe fare un paio di verifiche di merito, per accertarsi di non stare scrivendo cose che non sono vere (poi c’è anche il problema di dare notizie di un mese fa, ma quello è un altro discorso).

Si legge sull’home page del Fatto che «bastano due anni, 6 mesi e un giorno di permanenza alla Camera o al Senato per maturare un vitalizio», e la cosa non è vera: era così fino al 2007, poi una legge ha stabilito che servono cinque anni, cioè un’intera legislatura. Non che non sia un ingiustificato privilegio, ma se per ridurre i privilegi della politica va bene anche raccontare balle allora mettiamoci pure lo ius primae noctis che magari funziona meglio. Tra l’altro, il tutto è proposto nella solita chiave complottista per cui mai e poi mai i parlamentari che devono ancora maturare il vitalizio faranno cadere il governo: dimenticandosi che l’ultima volta che un governo è caduto, in Italia, i parlamentari non avevano maturato il vitalizio (e Beppe Grillo fu rapidissimo a far sparire il countdown dalla home del suo sito e non parlarne più).