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Fermatelo!

Antonio Di Pietro continua a inanellare strafalcioni su strafalcioni, uno dietro l’altro, nel solito vile tentativo di approfittare pretestuosamente dell’attività legislativa del governo per lucrare consensi a spese del PD. Ieri aveva detto di aver raccolto milioni di firme per abrogare una legge che non esiste ancora, ora qualche stagista con l’esame di diritto costituzionale glielo ha spiegato e lui allora rilancia, sempre col solo fine di attaccare Bersani.

“L’improvvisa folgorazione di Bersani stupisce soprattutto per la folgorante superficialità e tardività della proposta. Se, infatti, Bersani si riferisce al ‘Lodo costituzionale’ attualmente in discussione al Parlamento, il referendum, di tipo confermativo, è previsto dalla Costituzione ed è obbligatorio per il solo fatto che non potrà mai essere raggiunto in Parlamento il quorum di due terzi per modificare la Costituzione”

Peccato che il referendum confermativo – che è quello per cui lui diceva di aver raccolto milioni di firme in anticipo, alla Formigoni – è tutt’altro che obbligatorio: deve essere richiesto da un quinto dei membri di una camera, da cinquecentomila elettori o da cinque consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale. Speriamo nello stagista.