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We need a Lodo Scalfari

Il 25 settembre avremo il nome del prossimo segretario del partito laburista, e qualche giorno fa avevo riassunto qui i candidati e la situazione. Il sistema prevede un voto iniziale tra tutti i candidati e poi un ballottaggio tra i due più votati. Possono votare tutti i parlamentari e gli europarlamentari laburisti, gli iscritti del partito e delle organizzazioni a questo affiliate, come alcuni sindacati. Non tutti i voti però hanno lo stesso peso: le preferenze sono suddivise in tre settori – parlamentari ed europarlamentari, iscritti al partito, iscritti a organizzazioni affiliate – e ognuna pesa per un terzo nel risultato finale, al di là del numero di voti che esprime.

Oggi c’è un sondaggio secondo il quale al Labour potrebbe succedere una cosa piuttosto pericolosa: al ballottaggio il candidato di maggioranza relativa, David Miliband, che ha la maggioranza in ciascuno dei tre settori, potrebbe essere sconfitto da un’alleanza tra tutti i candidati di minoranza dietro il primo degli sconfitti, cioè suo fratello Ed Miliband. Farebbe la fine di Vendola al congresso di Rifondazione, insomma. Ovviamente si tratta di una pratica legittima, per quanto politicamente discutibile e soprattutto fisiologicamente destinata a trascinarsi una coda di liti e polemiche: nella maggioranza relativa del partito che si riterrà ingiustamente derubata, e nelle varie minoranze che dovranno trovare un modo efficace e proficuo di mettersi insieme dietro un solo candidato. Io dico che salvo grandi sorprese alla fine David Miliband vincerà anche al secondo turno, diventando leader del Labour, ma è chiaro che questo sarà un grosso argomento di discussione da qui al 25 settembre.