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La strategia della figuraccia

Prendetela con le molle, ma oggi il Corriere della Sera spiega così il senso del minaccioso e assurdo “andiamo da Napolitano” di qualche giorno fa. Serviva a prendere tempo con Bossi.

È stato Berlusconi infatti, dinnanzi alle insistenze del leader del Carroccio, a proporgli di salire al Colle per parlare con il capo dello Stato. Il Senatùr, e con lui i suoi uomini, pensavano che l’appuntamento sarebbe servito per concordare con Napolitano una sorta di road map di fine legislatura, cioè tempi e modi per andare alle elezioni. Peccato che il Cavaliere li abbia spiazzati, annunciando che al Quirinale sarebbe stata sollevata la questione dell’inquilino di Montecitorio e della sua «incompatibilità istituzionale»: «Umberto, sei stato tu a dirmi che Fini può restare nella maggioranza con il suo partito solo se lascia prima la Camera. E con chi ne possiamo parlare se non con il presidente della Repubblica?». Il diversivo ha funzionato, nonostante sia costata al premier una figuraccia e un’ulcera perforante a Gianni Letta. E giusto per evitare sorprese, ha deciso di andare in Parlamento a fine mese, ben oltre il tempo massimo per le elezioni in autunno.