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E nascondere la mano

Ieri il Fatto ha dedicato un articolo alla discutibile iniziava di alcuni parlamentari PD, firmatari di un emendamento al lodo Alfano che avrebbe garantito protezione dalla giustizia penale al Capo dello Stato: fin qui, era una notizia. Solo che il pezzo era condito da insinuazioni da brividi, roba davvero da giornaletto fascista di terza categoria. “Perché mai i senatori del Pd vogliono dotare il presidente della Repubblica di uno scudo quale non si è mai visto, sottraendolo, durante il suo mandato, a qualsiasi legge penale?” oppure “di cosa hanno avuto sentore i senatori Pd che possa minacciare l’inquilino del Colle?” oppure “per carità, in questa Italia torbida dove i ministri cadono uno dopo l’altro travolti dagli scandali, nulla si può escludere”.

Non è un caso infatti se oggi Alessandro Sallusti sul Giornale scrive un articolo praticamente identico – congratulazioni al Fatto, ce ne vuole – intitolato: “Ma che ha combinato Napolitano?”. E quindi Napolitano s’è incazzato, e stamattina ha diffuso un comunicato molto irritato. Repubblica lo riprende e cita gli articoli del Giornale e del Fatto come origine del malumore del capo dello stato. Il Fatto reagisce pubblicando un articoletto che si chiama “Le bugie di Repubblica”. Apprezzate il magistrale sfoggio di dietrologia e leggete quali sarebbero le bugie.

Possiamo comprendere l’imbarazzo di Repubblica per aver preso un “buco” dal nostro quotidiano. Martedì 6 luglio il Fatto è stato l’unico giornale a riportare la notizia della balzana idea di un gruppo di senatori del Pd di dare per legge costituzionale al Quirinale uno scudo totale che mettesse il presidente della Repubblica al riparo da processi anche per eventuali reati commessi prima dell’inizio del suo mandato. Ma Il Fatto, prima di scrivere, ha sentito lo staff del Capo dello Stato e nei pezzi ha specificato chiaramente che Napolitano non ne sapeva nulla, e che anzi era sorpreso. Ora invece, i colleghi di Repubblica.it accomunano il nostro lavoro agli attacchi pubblicati oggi da Il Giornale. E spiegano che la nota ufficiale con cui il Colle riconferma la sua estraneità al pastrocchio è “la reazione di Napolitano dopo gli articoli del Fatto e del Giornale”. Un modo quantomeno infelice di ricostruire l’accaduto. Quasi a voler far pensare ai lettori che le notizie de Il Fatto fossero inesatte e incomplete.

Insomma, uno legge questo pezzo e pensa che l’accostamento del Fatto al Giornale sia un’invenzione di Repubblica, irritata per aver preso un buco (che poi, ammesso che sia falso, è una bugia e non “le bugie”). Contestano proprio la frase virgolettata per cui la nota ufficiale sia “la reazione di Napolitano dopo gli articoli del Fatto e del Giornale”, secondo loro “un modo infelice di ricostruire l’accaduto”. Delle due l’una: o la nota di Napolitano non l’hanno letta, o mentono spudoratamente.

Ciò nonostante il quotidiano Il Giornale – dopo che già ieri Il Fatto Quotidiano era intervenuto ambiguamente sull’argomento – ha tratto spunto da tale vicenda parlamentare per un sensazionalistico titolo e articolo di prima pagina, destituiti di qualsiasi fondamento, la cui natura ridicolmente ma provocatoriamente calunniosa nei confronti del Presidente della Repubblica non può essere dissimulata da qualche accorgimento ipocrita: la Presidenza non può non rilevarne la gravità.

aggiornamento: La frase incriminata dal Fatto – quella che mette la nota di Napolitano “in relazione agli articoli pubblicati dal Giornale e dal Fatto” – è riportata pari pari dall’Unità, da Leggo, dal Corriere della Sera, dalla Reuters, dal Sole 24 Ore, dall’Ansa, da TgCom, da Affari Italiani, eccetera. Evidentemente rosicano tutti per il buco che hanno preso dal Fatto.