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Il popolo è dalla mia parte

L’editoriale di Peter Gomez sul Fatto di oggi spiega che il suo quotidiano si impegna a “violare la legge con atti di disobbedienza civile”. Fin qui, legittimo e probabilmente giusto: i Radicali lo fanno da anni, per manifestare il loro dissenso verso leggi che reputano ingiuste. Ma difficilmente un radicale avrebbe motivato la sua decisione con una frase così profondamente berlusconiana.

Racconteremo i fatti. E in base alla nostra capacità di selezionarli chiederemo di essere giudicati. Non dai tribunali costretti ad applicare le norme Bavaglio. Ma dai lettori.

Concetto praticamente simmetrico al mantra di chi pretende di non essere giudicato “dai tribunali di sinistra” bensì “dagli elettori”. I radicali – e chiunque fa disobbedienza civile – chiedono invece proprio di essere giudicati dai tribunali, chiedono di essere processati e condannati, e in questo sta la sfida alla liceità delle leggi che contestano. In uno stato democratico chi decide di compiere azioni di disobbedienza civile – nei rari casi in cui misure gravissime la rendono giustificata e necessaria – dovrebbe tenersi ben lontano dalle evocazioni del giudizio del popolo, come un Berlusconi qualsiasi.