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Toh, in guerra si muore

Scoccia doverlo ripetere tutte le volte, ma non c’è niente di più ridicolo delle richieste di revisione delle missioni militari avanzate con macabra puntualità ogni volta che capita che muoiano dei soldati italiani. A questo giro – a parte i soliti Diliberto e Ferrero, che da qualche anno finiscono citati sui giornali solo in queste occasioni – gli sciacalli sono Calderoli (e fin qui), Di Pietro (pure) e uno sventato Bersani, che utilizza il solito trucchetto – veltroniano, dovremmo dire – di sostenere una posizione mettendola in bocca a qualcun altro, meglio se a Obama.

Bisogna che riflettiamo sull’evoluzione di quella missione, così come per altro sta facendo il presidente americano Obama.

Uno pensa che sia incredibile che il leader del principale partito italiano di opposizione non sappia che la riflessione di Obama lo ha portato a raddoppiare il numero dei soldati americani in Afghanistan. Uno si chiede se legge i giornali, Bersani. Se sa che quel genere di “riflessioni” le chiedono Calderoli, Diliberto e Di Pietro, non Obama. Ma Bersani i giornali li legge e ovviamente lo sa: voleva solo nascondere dietro qualcuno più grosso di lui l’imbarazzo per quella dichiarazione meschina e opportunista.