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A tempo di record/2

Altre due cose sul caso Grillo-De Magistris. Primo. Mi sbaglierò, ma non è un pesce d’aprile. Non lo è innanzitutto perché non c’è nessuno scherzo, niente che dovrebbe far ridere e soprattutto niente di surreale, visto che la polemica tra Idv, Grillo e De Magistris è serissima e va avanti da mesi. Se domani Grillo dirà che è un pesce d’aprile, beh, avremo l’ennesima prova della sua meschinità: dire quelle cose, con quel tono, in questo momento, per poi dire candidamente “stavo scherzando”, è come assestare un calcio al vicino sotto il tavolo, sorridendogli. Ma non succederà.

Secondo. Rileggetelo, quel pezzo, e ditemi se non vi sembra un avvertimento fascista. Luigi De Magistris è uno di cui fino alle europee sul blog di Grillo si parlava come di un Eroe con la maiuscola, un martire della libertà e della giustizia, paragonato più volte a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi è diventato uno che «è stato eletto con i voti dell’Italia dei Valori e del blog», il cui obiettivo era «avere un eurodeputato a Bruxelles e non in televisione». Uno che «parla a nome del MoVimento 5 Stelle senza averne l’autorità». Insomma, De Magistris stia al suo posto e badi a come parli, e si ricordi che lì ce lo abbiamo messo noi. Un avvertimento che manco il più scafato dei «capibastone del Pd», come li chiama Grillo, avrebbe il coraggio di dire. Se le avesse dette un Latorre o un D’Alema, delle cose così, lo starebbero ancora sbudellando. «I passi se li faccia da solo», conclude Grillo, parlando di uno che fino a ieri considerava un eroe della repubblica e che oggi va cacciato in malo modo per una faccenda di candidati non votati adeguatamente e guerre di successione a Di Pietro: per «un gioco di potere», per dirla alla Grillo. Bravi, complimenti.