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Il peccato originale

Ma se domani Bossi dicesse che Di Pietro si deve dimettere da presidente dell’Italia dei Valori, a voi sembrerebbe una cosa normale? E se Berlusconi dicesse che Ferrero deve dimettersi da segretario di Rifondazione? E se Casini dicesse che Berlusconi deve dimettersi da presidente del Popolo della Libertà? Per tutti, al di là delle proprie opinioni politiche, si tratterebbe di baggianate senza senso. Invece Grillo dice che Bersani deve dimettersi da segretario del Pd e nessuno ci trova nulla di assurdo. Ma chi gliel’ha dato, a Grillo, il compito di dare le pagelle ai segretari dei partiti che non sono il suo? A che punto è arrivata l’ormai nota subalternità culturale e politica del Pd verso i pelosissimi tribuni della cosiddetta «società civile» – ormai spesso con proprio personale partito politico – se nemmeno uno come Bersani – non Marino, non Franceschini, non Veltroni: Bersani! – pensa che sia opportuno rimettere Grillo al suo posto? Inutile girarci intorno, purtroppo: finché non sarà affrontato e risolto il gigantesco problema della subalternità al populismo qualunquista e giustizialista, finché cercheremo di convincere gli elettori che la principale differenza tra noi e loro è che noi siamo responsabili ed educati e loro no, l’emorragia di voti da quella parte è destinata a non arrestarsi.